Caol Ila 1980 “The Smokery” (46%, Wy, 2013)

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Ogni tanto mi capita sotto le grinfie un sample di cui poi mi dimentico tragicamente, e questo è proprio il triste, tragico caso di questo Caol Ila imbottigliato da Wemyss Malt, da loro denominato “The Smokery“. Come la maggior parte degli altri imbottigliamenti della famiglia di imbottigliatori con sede a Edimburgo, è stato diluito a un onestissimo 46% di alcol prima dell’imbottigliamento. Dato l’esagerato ritardo della mia recensione, questo Caol Ila 1980-2013 è ormai di difficile reperimento, ma lo si può ancora scovare se guardate bene e se vi sentite cacciatori di whiskettini. Volete gli estremi del ricercato? Eccoli:

Barile di maturazione: ex-bourbon.
Numero di bottiglie: 322.
Età: 33 anni.
Segni particolari: Etichetta azzurro marcio.
Libidine: Garantita.

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Arran 1996 Sherry Wood (54%, CA, 2016)

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Arran 1996-2016 imbottigliato da Cadenhead! Sullo sfondo, il vecchio mulino di Vernon, costruito verso il XVI secolo su un ponte medievale del XII secolo.

Era da un po’ che non mi avventuravo sull’Isola di Arran per gustarmi qualcosa dell’eponima distilleria. E oggi lo faccio assaggiando sto sample che mi ero portato in un giretto in bici tra Giverny e la Val-d’Oise. Perché che cosa c’è di meglio di un superalcolico dopo qualche decina di km in bici? Be’, probabilmente la lista su cosa c’è di meglio per il corpo è molto lunga… ma alla fine me ne son bevuto solo metà sample, quindi non crocifiggetemi, pliiiis. E torniamo al whiskettino qui, questo bell’Arran del 1996, imbottigliato nel 2016 da Cadenhead dopo aver passato più di 19 anni in un barile ex-sherry (sherry fino, per i più precisini). Ci sono (c’erano) 258 bottiglie di questo pinguino imbottigliato a 54%, e io mi sono accaparrato in una succosa miniatura da scolarmi nei posti più scenici dei dintorni. Continua a leggere

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Amrut Peated Cask Strength (62.8%, OB, 2014)

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Qualche indizio su dove andrò in vacanza lo trovate in questa foto… Esatto, a gennaio mi catapulto nella fantastica provincia di Karnataka per qualche settimana. Tra un matrimonio indiano, meraviglie culinarie e culturali, natura spettacolare e (spero) relax, penso di metterci anche una bella visita alla distilleria di Bengaluru, che sono già super curioso! E per anticipare questa visitazza non posso che assaggiare questa miniatura dell’Amrut Peated Cask Strength! Ho già provato un Amrut Cask Strength e mi era piaciuto parecchio, quindi mi lecco i baffi per la versione torbata del malto indiano. Mentre Amrut coltiva localmente l’orzo necessario per la maggior parte della sua produzione, acquista l’orzo torbato direttamente dalla Scozia. Purtroppo non conosco le percentuali che costituiscono questo prodotto, ma in fondo posso semplicemente e cavallerescamente intonare il mio classico peana del checcefrega, andiamo a bere sta bomba. Continua a leggere

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Bunnahabhain 1995 (46.5%, V&M, 2018)

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Mi spiace che io ci metta sempre un botto a recensire le cose, ma davvero questo nuovo Babadabubi me lo pregustavo da un po’, che un Bunnahabhain distillato nel 1995 e imbottigliato quest’anno (2018) da Valinch & Mallet non capita davvero tutti i giorni. Invecchiato per oltre 22 anni in un barile ex-bourbon (numero 18-2201, per i lettori più pignoli), fa parte della gustosissima Lost Drams Collection. Insomma, il sample l’ho estorto con l’inganno al povero Davide durante il Whisky Live e per assaggiarlo aspettavo un momento in cui il mio palato avesse smesso di essere tormentato dal piccante dei peperoncini di Cayenna di cui mi sono stupidamente ingozzato durante e dopo il mio recente viaggio (di lavoro, giuro!) nella giungla profonda della Guyana francese. Seriamente, ogni tanto mi sentivo come Homer con lo spietato peperoncino del Quetzlzacatenango. Ma non temete, mi sono ripreso e sono pronto alla sfida! Continua a leggere

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Kilkerran Work In Progress #7 (54.1%, OB, 2015)

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Kilkerran Work in Progress, settima edizione! Sullo sfondo, le Scuderie Juvarriane della Venaria Reale.

Glengyle, una delle più sorprendenti distillerie scozzesi, è la patria del consistentemente ottimo Kilkerran. Quello che il Vostro Affezionatissimo assaggia oggi mentre parla in terza persona è il Kilkerran Work In Progress nella sua settima release, direttamente dal 2015. Prima di lanciare il fantastico e clamoroso Kilkerran 12 anni, Glengyle rilasciava sul mercato ogni anno delle edizioni chiamate “Work In Progress” (hereinafter WIP, che sennò mi annoio pure io) per far venire a tutti l’acquolina in bocca, imbottigliate a gradazioni differenti e dopo invecchiamenti diversi. Questo qui è un WIP “bourbon wood” e imbottigliato a grado pieno. È un’ edizione limitata a 6000 bottiglie, senza età dichiarata ma di sicuro non molto vecchio, visto che Glengyle ha cominciato a distillare nel 2004 e questo whiskettino è stato imbottigliato nel 2015. Insomma, la mia esperienza coi Kilkerran finora è limitata quanto quella di Di Maio coi congiuntivi, ma per ora è sempre stata moooolto positiva. Speriamo che continuerebbe così. Continua a leggere

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Bunnahabhain 25 Y.O. (46.3%, OB, 2018)

p_20180829_211903_ll-01.jpegBe’ che in generale il Bunnahabhain (pardon, Babadabubi) mi piaccia molto lo si capisce anche dal fatto che sia uno dei whiskettini che ho recensito di più su questo mio piccolo sitarello. Questo sample l’ho prelevato direttamente in distilleria, durante la mia recente visita a Islay. Qui abbiamo un Bunnahabhain invecchiato per oltre 25 anni in botti ex-sherry ed ex-bourbon, e devo dire che non posso non godermi la mia Vorfreude nel soppesare il bicchiere col prezioso liquido dentro. Questa edizione è la nuova aggiunta (dal 2017) al Bunna-core range, ed è descritta dai simpatici distillatori come “super premium”. Essendo io un blogger super premium, non posso far altro che tentare umilmente di ergermi all’altezza della sfida e assaggiarlo: Bunna Bunna Hey! Continua a leggere

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Un blind tasting coi Sopranos (Parte Seconda)

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“She said you’re one in a million, you’ve got to burn to shine. But you were born under a bad sign, with a blue moon in your eyes.”

Continuo imperterrito il mio blind tasting a casa della famiglia Soprano nonostante l’inizio non troppo brillante. Devo ammettere che la mia imbarazzante ipotesi sull’identità di Paulie dell’altra volta mi ha un po’ destabilizzato e ci ho messo un po’ prima di riprendere gli assaggi. Ho anche pensato di cercare una Dottoressa Melfi cui confidare i miei problemi, i miei attacchi di panico dovuti a questa miserabile performance… ma ho poi. Ho fatto questa degustazione mandando dopo ogni tentativo le mie note e le mie idee sulla vera identità del simpatico sample all’Orso, che così aveva tempo di deridermi in diretta. Oggi ci sono gli ultimi quattro personaggi in cerca di whisky, quelli probabilmente più cazzuti e poderosi… e quindi bando alle ciance, che l’FBI sta ascoltando!

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Un blind tasting coi Sopranos (Parte Prima)

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“You woke up this morning, got yourself a gun. Mama always said you’d be the Chosen One.”

Avete anche voi un amico che vuole male al vostro fegato? Ecco, io ne ho diversi. Uno di questi è un tenebroso omone calabrese in trasferta permanente a Monaco di Baviera. Per proteggere la sua identità e per ricordare la sua sugosa passione naturalista per questo grosso carnivoro, lo chiamerò qui Orso Calabro. Con questo magnifico esemplare di urside qui ci siamo spesso ritrovati a dissertare su quanto clamorosamente fantastica e complessa sia la serie The Sopranos. Ricordo serate amburghesi passate a insultare Uncle Jun, a esaltare i capelli di Silvio Dante, a sognare la Meadow delle ultime stagioni. Complice dunque un recente acquisto in comune, il nostro eroe è stato così generoso da donarmi un massiccio set di otto (OTTO!) sample. Rimembrando romanticamente il nostro infognamento per la serie americana menzionata prima, ha subdolamente evitato di dirmi cosa fosse cosa e ha appiccicato su ogni bottiglietta un’etichetta col nome di un personaggio dei Sopranos. Conscio della mia incapacità, per sbeffeggiarmi pubblicamente mi ha invitato ad assaggiarli alla cieca e a pubblicare il risultato sul blogghettino. Accetto tremebondo la sfida e mi accingo a fare questo blind tasting a casa dei Sopranos! Continua a leggere

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Fettercairn Fior (42%, OB, ca. 2016)

P_20180823_190735_vHDR_Auto-02Oh ma c’è una distilleria che fa whiskettini con unicorni e non me l’ha detto nessuno? Il Fettercairn Fior è l’entry level di questa distilleria delle Highlands, ed è un NAS maturato in barili ex-bourbon e rifinito in botti ex-sherry. A differenza degli unicorni, questo Fior non è per niente raro, e sempre a differenza dei cavalli cornuti non è bianco ma di un bell’arancione. Probabilmente colorato e imbottigliato a un curioso 42%, il Fettercairn Fior prende il nome dal termine gaelico (ettepareva) per “vero, puro”. È stato lanciato nel 2010 per rilanciare il nome di questa distilleria di proprietà del gruppo White & Mackay che a dirla tutta non godeva di una fama troppo edificante. E allora beviamocelo sto whiskettino “vero e puro”! Continua a leggere

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Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018

Il Whisky Live Paris è uno dei più grandi festival whiskettari in Europa, ed abitando qui a Parigi non potevo esimermi dall’ubriacarmi malamente dal visitare attentamente questo show pazzesco. A differenza di altri festival qui si paga un biglietto di ingresso più costoso: 60 euro per un “discovery pass” e 120 per l’accesso all’area VIP. Essendo io un povero ricercatore tirchiarello mi sono limitato al discovery pass, che includeva comunque accesso a moltissimi stand e… bevute illimitate! Insomma, mi ci fiondo con grande attesa. Organizzato benissimo, il festival si trova nella bella cornice della Cité de la Mode et du Design, un bell’edificio sul bordo della Senna. Ci sono molti stand dedicati alle varie distillerie e la prima che incontro è Belgian Owl, il whiskettino prodotto nella distilleria belga che da tempo immemore cerco di visitare. Purtroppo essendo io su alcune cose organizzato quanto Paperoga non riesco mai ad organizzare un weekend a Fexhe-le-Haut-Clocher… Ma anche per questo esistono i whisky festival! Quindi è proprio dal Belgio che parte la mia avventura al mio primo Whisky Live: e come vedrete, sarà un’avventura luuuuunga e beverina! Continua a leggere

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