Bunnahabhain 12 Y.O. (46.3%, OB, 2015)

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Bunnahabhain 12. Il whisky preferito dal Capitano Findus.

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Bunnahva… Bunnabababa… Babadabubi… Bunnahabhain! La meno pronunciabile tra le otto distillerie attive su Islay, Bunnahabhain (si dice buu-na-he-venn apparentemente) produce uno dei whisky più delicati dell’isola: il fumo di torba è infatti quasi assente o comunque molto sottile nei distillati prodotti normalmente qui (con alcune eccezioni). Non ci sono mai stato, ma un viaggio sull’isoletta dove la distilleria risiede è sicuramente tra le mie prossime mete. Passiamo alle classiche brevi info sulla distilleria! Nel core range oltre a questo 12 anni ci sono un ottimo 18 anni, un 25 anni (mai provato) e un NAS, il Toiteach, che essenzialmente è un giovane Bunna torbato. La distilleria appartiene dal 2003 al gruppo Burn Stewart Distillers, assieme a Deanston e Tobermory. Dopo questa data il prodotto di queste distillerie (Bunna compresa ovviamente) ha subito un drastico rebranding, e i whisky di queste distillerie sono stati rilanciati arrivando ai recenti fasti. Il tasso alcolico è stato alzato e con esso sono state abbandonate la filtrazione a freddo e la pratica di colorare il whisky con E150. Ma non basta una corda per fare un impiccato, come dice Sentenza. C’entra qualcosa con il resto? Assolutamente no, quindi procediamo oltre con la recensione.

 

Imbottigliato a un deciso 46.3%, il Bunnahabhain 12 si presenta in una bella bottiglia nera con un ottimo Capitano Findus che scrutina il mare in cerca di filetti fritti in che saltano e giocano tra le onde. È un whisky non colorato né filtrato come dicevo prima, ed è il risultato di un malto invecchiato in barili ex-sherry e ex-bourbon per almeno 12 anni. Il colore è ambrato scuro, probabilmente dovuto all’influenza dello sherry. Ma basta trastullarci fissando il bicchiere e andiamo piuttosto alle surgelatissime tasting notes.

Naso: Appena avvicino il bicchiere alla mia proboscide sento un familiare odore dolce di sherry. Assieme, direi che c’è tanto malto e dell’aria di mare. Con acqua appare un odore come di cuoio a dire che questo whisky è più complesso di quel che sembra. Menta anche? Devo dire, al naso praticamente non sento fumo. Non sembra davvero un whisky di Islay. Il mio naso ineducato suggerisce quasi di più un whisky delle Highlands… ma tant’è, lasciamo la geografia e passiamo all’assaggio.

Palato: Molto dolce, molto burroso. Sembra un biscotto alla crema. Solo che è un whisky. Ora sì, un filo di fumo lo sento, e con lui c’è della mela, e… sorpresa sorpresa! Del peperoncino che sembra fuori posto come la pasta sulla pizza. E sì che qui in Germania la mettono per davvero. In realtà questa punta piccante mi piace molto, è particolare. È un whisky burroso, dal gusto spesso e rotondo. Allappa, e questo è dovuto alla presenza dei tannini a causa della maturazione in barili di quercia. E infatti eccolo lì il tipico amaro legnoso che spunta alla fine immancabile come un’inquadratura di piedi in un film di Tarantino.

Finale: Medio, ancora sherry, il fumo delicato rimane pure nel finale. C’è anche del rosmarino mi pare. Poi rimane un bel retrogusto amaro che già sul palato si era fatto sentire.

Giudizio: Buono pure lui. Darò un cerchiobottista 83/100, non mi sembra ancora al livello di un, diciamo, Benromach 10, ma comunque mi è piaciuto un sacco. Ottimo entry level, un po’ più costoso di altri della sua categoria visto che siamo sui 40€.

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