Longrow 18 Y.O. (46%, OB, 2016)

Longrow18.001
Longrow 18 anni, nuova versione! Delicato ma molto complesso.

Longrow, oggi! Come il cuginetto Hazelburn è una produzione particolare di Springbank che prende il nome da una defunta distilleria di Campbeltown. A differenza però di Brucianocciolo, che è assolutamente non torbato e distillato tre volte, Rigalunga qui è torbato violentemente. Springbank fa uscire normalmente il Longrow in una simpatica versione NAS (il Longrow Peated), affiancata ogni anno da edizioni limitate. Sono queste il Longrow Red e appunto il 18 anni.  Questo ultimo batch del 18 anni è stato imbottigliato nel 2016 a 46%, ed è stato invecchiato in un mix di barili piuttosto particolare: un mix di botti ex-rum (60%) e refill ex-sherry (40%). Come sempre, Springbank non colora né filtra, e all’occhio appare piuttosto chiaro.

Quindi ricapitoliamo: torba, sherry e rum, in un mix invecchiato per oltre 18 anni. Insomma, ha tutto per essere curioso come Darth Vader a cavallo di un unicorno. Qua si rischia di sbracare, ergo meglio andare avanti e dedicarmi alle mie fantasiose tasting notes.

Naso: È un fumo molto discreto, quasi calmo, integrato benissimo. È come quel fumo che si leva dalla cenere, lieve e caldo. Mi sento poetico oggi, come Homer Simpson davanti a una ciambella. C’è un sottofondo fortissimo e burroso di frutti, arance, mele mature che si rivela senza ritegno con l’acqua. Mi appaiono in un’alcolica epifania degli altri agrumi a casaccio, tipo pompelmo e limone. Se proprio mi concentro mi pare di notare una nota decentissima di sherry, con un paio di accenni di cioccolato.

Palato: Si sente forse un poco di più ora il sapore di rum, ma sarà che lo cerco io. È comunque dolce, intrigante, avvolgente, leggero, piuttosto sottile. Eppure poi il fumo prende piede ma sempre con moderazione, accanto a un amaro un poco spiazzante. In mezzo a tutto questo danzano come dervisci un sacco di frutti. Cioccolato poi? È difficile, assolutamente particolare. Con acqua in realtà sorprendentemente mi pare che la torba copra maggiormente il resto e che non faccia venire fuori abbastanza il fruttato e le altre componenti. È in ogni caso sottile come una trama ordita da Varys il Ragno. Davvero ottimo.

Finale: Ecco, il retrogusto è estremamente interessante e medio-lungo. Paradossalmente sento un ricordo di rum più forte adesso, mentre l’amaro che sentivo al palato solletica ancora.

Giudizio: Allora, metto subito le mani avanti come un Tirannosauro quando cade: mi è piaciuto molto, quindi gli do subito un clamoroso 90/100. Molto complesso e pure tranquillo e silenzioso, quasi troppo. Se devo trovare un difettuccio è che mi sembra manchi, rispetto ad altri prodotti della distilleria di Campbeltown, di mordente: è come se mi aspettassi sempre un qualcosa in più che non arriva mai. Quasi troppo timido, forse, e sì che le carte per colpire le avrebbe tutte. Questo fa probabilmente la differenza tra un Luke e un Anakin, per me.

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