Tobermory 1995 (54.9%, SCC, 2013)

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Tobermory 1995-2013, imbottigliato dagli austriacissimi Single Cask Collection.

Tobermory è il più grande villaggio della bella e affascinante isola di Mull, poco distante da Islay e Jura. Come cittadina davvero non è male, e può essere un’ottima base per l’esplorazione dell’isola. Inoltre ha anche un paio di pub davvero divertenti, soprattutto nel fine settimana. Sì, sì, va bene, ho finito di fare il Tripadvisor. Altra cosa interessante di Tobermory, ovviamente, è la distilleria eponima. Appartenente allo stesso gruppo di Deanston e Bunnahabhain, è una piccola distilleria che non figura tra quelle più sexy e di moda, ma produce roba molto interessante. Il Tobermory classico (un 10 anni OB imbottigliato a 46.3%) è un onestissimo malto molto fresco e bevibile di cui la distilleria produce pure una (ottima) versione torbata, chiamata Ledaig. Ma basta divagare come Allegri quando gli si chiede del gol di Muntari. Questo whiskettino qui è un imbottigliamento indipendente del Tobermory, realizzato con prodezza e sapienza da quelli della Single Cask Collection, i primi imbottigliatori austriaci. Come suggerisce sottilmente il nome della casa degli imbottigliatori, le edizioni da loro curate sono soprattutto sorprendentemente single cask (in questo caso il numero del barile è 699).

Distillato nel 1995, è stato per 17 anni in un barile ex-bourbon prima di essere imbottigliato a 54.9%nel 2013. Ne sono state prodotte 251 bottiglie. La limitatissima tiratura probabilmente rende questa recensione ai vostri occhi, miei immaginari lettori, simpatica come un personaggio qualunque di Gomorra, ma tant’è. Al mio occhio appannato dalla miopia si presenta oleoso e di un giallo chiarissimo. Ma proseguiamo ora con le mie ametropiche tasting notes.

Naso: L’alcol si sente eccome e mi inalbera il naso. Aspetto un poco e vado giù di snasate che ritornano piene di vaniglia, sale, e odori di grano. Tutto questo è in linea con quello che mi aspetterei da un Tobermory, ma… taaac, ecco che arriva la sorpresa. Ci sono anche odori più spessi, quasi di cera, con un elemento marino piuttosto interessante. Con acqua prende piede un odore più di verdure, quasi di cetrioli forse? Ma poi che odore hanno esattamente i cetrioli? Vabè, questo mi viene in mente. Il tutto in un contesto molto marino e zuccherino.

Palato: Woohoo, strano e interessantissimo! Poco delicato e dritto al punto. Me lo sarei immaginato più fresco e facilone, invece è un dolce robusto e bilanciato da un forte sapore salmastro quello che mi colpisce il palato. Ci sono olive nere, e poi mi ricorda un po’ una torta al limone. Con acqua lo sento più legnoso, il dolce si acchiappa da subito benissimo con l’amaro. Il legno è presente e copioso e allappa senza ritegno. Sento anche del rosmarino o sto delirando?

Finale: È lungo, amaro, salato, rinfrescante. Bel finale.

Giudizio: Non mi aspettavo robe stratosferiche, ma è davvero ottimo. 89/100, che differenza con i Tobermory OB, è evidente che il barile è stato selezionato benissimo! Ora è introvabile, ma Whiskybase dice che stava sui 65 euro all’epoca. Be’, per un single cask diciassettenne tanta roba, come direbbe Mazzarò. In ogni caso spezzo una delle più classiche lance a favore degli imbottigliatori. Sul loro sito sono in vendita molte nuove edizioni di single cask a prezzi decisamente abbordabili. Nel caso non chiudano il Brennero, fateci un pensierino!

 

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