Glenfarclas 105 (60%, OB, 2014)

P1000938Ecco a Voi, miei immaginari lettori, uno dei prodotti considerati tra i migliori “bang for your buck” tra gli OB scozzesi. Il 105 si riferisce come in altri casi (ad esempio in questo whiskettino qui) al contenuto alcolico espresso nel sistema imperiale britannico: 105° proof = 60% di alcol. Nella perfida Albione hanno avuto idee discutibili ben prima di Brexit, e il sistema imperiale è decisamente una di queste. Tornando al whisky, il 105 è l’unico NAS del core range di questa simpatica distilleria della Speyside famosa per le sue rifiniture in botti ex-sherry. Il 105 non fa eccezione: maturato esclusivamente in botti ex-sherry: nelle sue primissime espressioni aveva anche un’età dichiarata (10 anni), poi questa caratteristica è sparita come un cosciotto d’agnello davanti a Giampiero Galeazzi.  

Non è filtrato né colorato, si presenta di un bel denso colore arancione. Sembra inquieto e pronto a sparare violenza liquorosa come Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez nella vasca da bagno. Ma siccome “quando si spara si spara, non si parla” la smetto con le chiacchiere e vado con le mie belle, brutte e cattive tasting notes.

Naso: Sherry, vaniglia, botta di alcol con pure un po’ di… carne arrosto? Bah, sono confuso peggio di Vincent Vega. Marmellata di lamponi condita da un piacevole non so ché di amaro. Lo ricordavo molto peggio: un po’ come quando ho visto Giaccherini agli ultimi Europei. Con l’acqua si approfondisce il discorso della cioccolata e dei frutti, con la quercia che si sente fin da qui. E poi zenzero, piccantissimo! Il naso mi ispira un sacco oggi, sarà che forse avevo aspettative molto basse avendoci litigato un po’ di volte in passato. Molto sporco ma fatto bene, intrigante.

Palato: Beh, senz’acqua ne capisco tanto quanto Alberto Tomba rispetta la grammatica italiana. Poco. Tranne lo sherry e la potenza cruda dell’alcol non riesco a trovare molto altro. Annacquato, sento sempre con alcol. Se faccio più attenzione ecco un po’ di legno, un po’ di pepe, un po’ di prugna, un po’ di miele, un po’ di ciliegia, molte noci. L’arancia mi pare cerchi anche di farsi largo a calcioni. Un mix di sapori che non mi conquista del tutto, temo. Sono un po’ deluso dopo il naso interessantissimo. Voglio dire, per sentire più sapori devo  aggiungere acqua, ma è un whisky molto prono all’annacquamento. Con troppa acqua perde infatti tragicamente la potenza e la decisione che dovrebbero caratterizzarlo. Bene ma non benissimo.

Finale: Breve e ricco di quercia. Molto amaro davvero, quasi sgradevole.

Giudizio: Allora, a dirla tutta me lo ricordavo peggio, è bello tornare su un whisky che non bevevo da un bel po’ e vedere come le mie sensazioni sono cambiate. Diciamo che il naso oggi mi ha impressionato e quindi gli do un paio di punti in più, ma alla fine non mi sembra proprio un capolavoro assoluto. So che a tanti altri è piaciuto molto, ma per me semplicemente non ha mai funzionato più di tanto: 78/100. Certo, dalla sua ha il prezzo molto competitivo, visto che ogni tanto si trova anche la bottiglia da un litro sotto i 30 euro. In linea di massima comunque non si dovrebbero superare i 35-40 anche per quella da 0,7 litri.

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