Migliori 10 whisky sotto i 40 euro

Mi è stata richiesta dall’Europa e dai Poteri Forti una breve top ten su quelli che, in base a un giudizio basato su poco più che aria fritta e ubriachezza del momento, penso siano i migliori whisky sotto i 40 euro (prezzo da Whiskybase). Come potevo sottrarmi a una richiesta che tanto si confà con la mia irritante attitudine ad esprimere opinioni non richieste?

IAMTHELAW
Nelle top ten di A Song of Ice and Whisky, Dredd mode: ON (l’immagine l’ho presa da qui).

Mi riservo di aggiornare la lista in momenti casuali in caso di bisogno per trarvi in inganno e non assumermi nessuna responsabilità. Inoltre, per questa e altre listarelle, terrò conto solo di edizioni non limitate (da qui la straripante e arrogante dominanza di Original distillery Bottlings). Ecco a voi, quindi, miei giovani e meno giovani lettori immaginari, la prima Song of Ice and Whisky’s List di whiskettini sotto i 40 euro (oh, e qui trovate la seconda lista, quella dei migliori whiskettini sotto i 75 euro).

10. Nikka from the Barrel: Comincio la lista con un ottimo whisky giapponese (l’unico forse?) per cui non bisogna spendere patrimoni. Il Nikka qui è un misto di frutti e nocciole che ve lo consiglio davvero. N.B.: il prezzo è sotto i 35 euro, ma l’antiestetica bottiglia dal collo corto è da mezzo litro. In ogni caso, mai dire Banzai.

9. Glendronach 12: Ottimo il rapporto qualità/prezzo per questo dodicenne delle Highlands. Maturato in un mix esplosivo di barili ex-oloroso ed ex-PX (Pedro Ximénez). Ex-sherry, comunque, quindi se non vi piace il vino liquoroso stategli lontani come se avesse la peste bubbonica. Sui 35 euro.

8. Laphroaig Quarter Cask: Una torbatissima e giovanissima versione di questo malto di Islay, invecchiato in barili formato Tyrion Lannister. Un whisky ignorante come Enrico Papi, lecchino come Fabio Fazio e irrazionalmente violento come un berserker vichingo. Se vi piace la torba, son 30 euro spesi benissimo.

7. Amrut Fusion: Mettiamoci le classiche gambe in spalla e andiamo ora fuori dalla Scozia, e per la precisione in India. In India? Sì, l’India è la patria di questo whiskettino sorprendente. So che ai Facili non ha impressionato più di tanto, ma l’avevano provato un po’ di anni fa. A me è piaciuto: grezzo, giovane, con un po’ di fumo e la giusta tracotanza. Carnoso e fruttato, come suggerisce Federico, che l’ha apprezzato di più. Costicchia sui 40 euro.

6. Bunnahabhain 12: Un nome illeggibile per un buonissimo whisky di Islay non torbato. Elegante e più complesso di quel che sembra: dolce, burroso, intenso, con un pizzico di odori e sapori marini per un mix fantastico. Ricco e delicato allo stesso tempo, un whisky che non è tra i più conosciuti ma che non delude mai. Anche lui sui 40 euro.

5. Springbank 10: La versione più giovane del whisky prodotto dalla distilleria di Campbeltown di cui sono discretamente un fanboy. È un whisky non facile ed è accomodante come Antonio Conte in conferenza stampa quando qualcuno gli fa una critica. È però anche decisamente stimolante, frutto di una maturazione combinata in botti ex-sherry e in botti ex-bourbon, con un tocco di fumo a completare una miscela esplosiva, sporca e intensa.

4. Clynelish 14: Un altro non ancora recensito, è l’OB cavallo di battaglia di questa distilleria delle Highlands che a me piace particolarmente. Leggero ma gustoso, dolce e ricco di sapori e odori cerosi e pieni, è davvero un gran bel malto. Appena sotto i 40 euro, per un’ottima recensione per ora rivolgetevi come al solito a loro.

3. Ardbeg 10: Assolutamente non un whisky per tutti, pieno di alghe, mare, roba marcia e tanto, tanto, tanto fumo di torba. Potente, malvagio e cattivo come un’entrata in ritardo di Chiellini, con del limone e del pepe che sorprendono entusiasticamente. Per me il miglior entry level di Islay (dopo forse il Lagavulin 16, che però costa di più), senza mezze misure e mezze stagioni. Love it or leave it.

2. Talisker 10: Uno dei migliori whisky per qualità/prezzo sul mercato, visto che si trova anche sotto i 30 euro. Prodotto dalle onde marine che vanno a sbattere violente sulle scogliere dell’isola di Skye, un whisky dolce, carnoso, torbato ma non troppo, e ricco di sale e pepe.”Made by the sea” dice la distilleria, e non le si può dar torto. Sempre ricco di sorprese.

1. Benromach 10: Sotto i 40 euro, personalmente il mio preferito. Ha tanto di quello che mi piace, è un whisky ricco, già maturo per la sua età: frutti rossi, cioccolato e influenza della quercia del barile si integrano benissimo con un filo di fumo che dà profondità al malto e lo esalta. Complesso ed esaltante questo malto della Speyside, dal mio punto di vista il top della gamma. No, non sono pagato dalla distilleria.

 

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