Springbank 13 Y.O. Green (46%, OB, 2015)

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Springbank Green 13 anni. Sullo sfondo, visto che per questo whiskettino si usa orzo biologico, l’ottimo “OGM, tra leggende e realtà” del buon Bressanini. Nel riquadro in alto a dx, la bottiglia da Whiskybase.

Mentre sulla rete impazza la discussione sul nuovo design delle bottiglie del core range, io diplomaticamente me ne sbatto e torno a bermi uno Springbank che un po’ mi mancava. Oddio, in questi mesi ci ho comunque sdato con la mia bottiglia di Springbank 12 Cask Strength, ma quello che non avevo ancora provato era questo Springbank 13 anni Green. Prodotto esclusivamente da orzo biologico è un’edizione speciale del 2015. Avrà l’origine dell’orzo un’influenza marcata e sensibile sul risultato whiskettaro? Be’, così a naso pseudoscientifico dico di no, ma ciò non toglie che sia sicuramente un prodotto interessante. Springbank però non ha la certificazione “BIO“, dunque non può far altro che chiamarlo “GREEN“. Lo Springbank 13 Green è maturato per oltre 13 anni esclusivamente in botti ex-sherry e imbottigliato a un classico (per Springbank) 46%. Non filtrato ne’ colorato, come mi sentirò al primo sorso? Verde di rabbia o verde speranza?

Be’, il colore tende al dorato scuro e per fortuna non è verde-hulk. Dico per fortuna, soprattutto perché io con rosso e verde non vado d’accordissimo causa simpatica discromatopsia… quindi quando vi parlo di colori in generale prendete le informazioni con le proverbiali molle. Se non ci sono obiezioni, quindi, la pianterei qui con l’introduzione e vi somministrerei dritto per dritto le mie daltoniche tasting notes.

Naso: Malto, note marine di sale, arance! Ottimo naso, maturo e complesso. Pietra salata, una banana fuori luogo come Antonio Cassano a una riunione di latinisti. Molto buono, erboso, terroso. L’odore di terriccio bagnato è poi ottimamente compensato da un dolce, complesso insieme di frutta secca. Finalmente salta fuori dalla tana lo sherry, che finora il naso mi sembrava quasi un figlio di ex-bourbon.

Palato: Pepe, una piccantissima arancia. Lo sherry finalmente si fa sentire battendo colpi come il Balrog di Morgoth ai tempi di Durin. I frutti (frutta candita) diventano più pesanti, come il cioccolato che impasta la bocca. Un tocco di fumo che ci sta bene come un cameo di Stan Lee nei film della Marvel. Malto e ancora pepe.

Finale: Ottimo, lungo, cangiante e con diversi strati. Non troppo amaro, sta più sul dolce.

Giudizio: Un po’ meno “in your face, mothafucka” di altri Springbank. Ma via, è ottimo: gli do un 86/100 per non saper né leggere né scrivere. A me piace molto, e si trova ancora in una fascia tra i 70 e gli 80 euro, che per uno Springer in edizione limitata è malto che cola. Ai Facili è piaciuto anche di più.

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