Glendronach 18 Y.O. Allardice (46%, OB, 2015)

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Glendronach 18 anni Allardice. Sullo sfondo un libretto rosso come il whisky: un assurdo quanto divertente “Das Känguru-Manifest” di Marc-Uwe Kling.

Me l’ero ripromesso e finalmente metto le grinfie su questo diciottenne: Glendronach 18 anni, dedicato a James Allardice, il mitico fondatore della distilleria, uno dei primi a usare botti ex-sherry per invecchiare il malto. E Glendronach ha fatto davvero tesoro di questa innovazione, un po’ come Biscardi della tecnologia del moviolone. Come il 12 anni Original e il buon vecchio e rimpianto 15 anni Revival già recensiti, il Glendronach 18 anni Allardice è invecchiato interamente in botti ex-sherry (Oloroso). Fa parte del core range della distilleria, ed è un gran classico per gli amanti della rifinitura in sherry: imbottigliato a un rotondo 46% di alcol, non è filtrato né colorato, dunque la grande bellezza del colore è tutta abbronzatura dovuta alla pesante influenza delle botti di Oloroso. Ha un bel colore rosso/arancio carico. Sexy e oleoso, mi sembra carico come Zaza prima di tirare il rigore contro la Germania all’Europeo del 2016. Spero vivamente che il risultato non sia lo stesso.

Ho già detto molto nell’intro, mi accingo dunque ad assaggiare questo diciottenne, sperando di godermelo quando Gandalf si godeva l’erba pipa. Avanti dunque con le mie stregonesche tasting notes.

Naso: Stranamente alcol, poi cioccolatissimo. Caramello, sherry e ciliegie come se piovesse. Dolce ma non eccede, molto interessante. È un naso spesso ma c’ha qualcosa di strano. Zolfo? Insomma, qualcosa che c’entra poco e niente col resto, un po’ come se in una scena di Shutter Island facesse capolino il Gabibbo. Zenzero, un piccante interessante. Se lo si lascia riposare ben bene vien fuori anche un poco di amarognolo in mezzo a tutti ‘sti frutti rossi.

Palato: Di nuovo alcol, ancora sherry, molto più sherry. Solo e sempre sherry? Sembra una canzone di Little Toni. Fruttato, ma non troppo dolce. Uva sultanina, frutta secca? Caldo, avvolgente, ma anche un poco sottile a dirla tutta. Mi aspettavo forse qualcosa di più al palato, sono un po’ deluso. Probabilmente non quanto Manolo #maiunagioia Gabbiadini quando il Napoli ha comprato Milik, ma comunque un po’ deluso. Lasciandolo a lungo nel bicchiere rimane molto più amaro.

Finale: Medio-lungo e dolce-amaro come neanche il finale di Lost in translation.

Giudizio: Ottimo, ottimo. Il 15 anni Revival però (e lo sto riassaggiando ora) mi aveva colpito di più: 86/100. Ottimo naso, buon palato, ma mi pare manchi un kick che da Glendronach forse mi sarei aspettato. Si trova sugli 80 euro: e Allardice, che dice? Ok, questa era proprio terribile.

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