Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

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Ho vissuto ad Amburgo per quasi sei anni, è stata clamorosamente casa mia. Qui ho iniziato questo viaggio nella deficienza epatica che la mia passione per il whisky, e qui ogni tanto torno per motivi vari. Lo scorso weekend ci sono stato, tra le altre cose, anche per vedere “il più grande whisky festival del nord della Germania“. Che a dir la verità suona un po’ come “il più alto poliambulatorio del Canavese“, ma tant’è. In ogni caso, torniamo al festival: Hanse Spirit 2017. E dire che quando ero qui non ci ero mai stato! La location è quella solita delle fiere nella città anseatica: l’enorme Messhalle, un complesso che per qualche tempo aveva anche ospitato molti rifugiati siriani negli anni scorsi. Ma oggi ospita whisky! Tanti gli imbottigliatori indie presenti, e su di loro mi concentrerò nella mia visita in solitaria alla fiera. In solitaria? Sì, perché oggi non sono riuscito a trascinare nessuno dei miei amici a rinunciare a parte della loro salute per accompagnarmi  alla kermesse. Kermesse che costa 15 euro, prezzo più o meno in linea con quello di altri whisky festival.

p_20170218_143209_vhdr_on-01Faccio subito una figura da cioccolataio non riuscendo da sobrio ad allacciarmi il braccialettino che certifica il pagamento della quota d’entrata e mi faccio aiutare da un buttafuori a caso. Cominciamo bene, mi dico. Entro e nel freddo ambiente della Messehalle, e mi scaldo il cuore addocchiando sulla sinistra il simpatico stand della Compass Box. Mi dirigo velocemente da loro con la falcata lunga di chi vuol bere e mi metto a discorrere del più e del meno col prode e panciuto mescitore che sfoggia una pacchiana maglietta “I cuoricino peat“. che poi io invece mi son presentato con una maglietta di guerre stellari sotto la camicia, quindi forse è meglio evitare i commenti sulle magliette altrui. Acquisto un sample dell’Oak Cross e mi faccio versare un blended grain che da tempo immemore volevo assaggiare:

Hedonism (43%, CB, ??)Copia di Han
Un blended grain, imbottigliato a un 43% che forse gli sta un po’ stretto. Subito attacca con con naso pieno e deciso. Tanta vaniglia, un odore fragolone di bourbon e del big babol misto ad arance che spiazza come un urlo di Giucas Casella. Al palato c’è tanto grano, pesche, ancora vaniglia. Del pepe spezza un poco la monotia morbida del gusto. Finale profondo e solido. Costa sui 65-70 euro, ottimo whisky, sofisticato e molto godibile. Anche il robot edonista apprezzerebbe.

p_20170218_144540_vhdr_on-01Finito con loro, mi volto e mentre scrivo messaggi compulsivamente a Tobi di Barleymania per vedere dove incontrarci, plano come un gipeto verso lo stand di Scotland-and-Malt. Imbottigliatori indipendentementi di Eberswalde (nord-est di Berlino), propongono una bella e ampia selezione di bottiglie a prezzi anche contenuti (certo, son bottiglie da 0,5 l, eh!). Oltre ai loro propri imbottigliamenti, nel loro stand propongono anche al brillo visitatore una coloratissima collezione whiskettini curiosi e interessanti. Tra questi spiccavano un Caol Ila 1983-2014 e un Banff 1975-2012 imbottigliati da Duncan Taylor, ma sono ancora abbastanza sobrio da accorgermi che costano occhi e occhi della testa anche da assaggiare. Quindi a suon di #sticazzi mi faccio versare un Glen Keith imbottigliato da loro.

Glen Keith 1992 (51.7%, SaM, 2015) Copia di Luke
Glen Keith è sempre un nome fascinoso che mi attira come l’erba gatta… be’, i gatti. Questa bottiglia si Scotland-and-Malt contiene un GK del’92 invecchiato per otlre 23 anni in una botte ex-bourbon. Al naso dopo l’assalto all’arma bianca dell’alcol, ci sono dei bellissimi frutti – arancia, mango maturo, melone. Poi mi pare di sentire odore come di mosto, o forse è qualche vicino avvinnazzato che sta ruttando di fianco. Meglio assaggiare: ancora arance, caramello, legno. Con acqua se al naso la parte speziata prende piede, il palato mi pare rimanga ottimo ma forse un po’ troppo poco profondo, se devo cercare un difetto. Il prezzo è onestissimo, IMHO: sugli 80 euro.

A questo punto mi sento scaldato e rodato e mi dirigo allo stand di Cadenhead (negozio di Berlino) dove trovo Tobi e Aaron di Barleymania che avevo tartassato rompendo loro le telematiche scatole sul dovecomequandocivediamo. Trovatili, vedo Tobi ultra entusiasta di un effettivamente ottimo Tobermory, che ha recentemente recensito (scusate l’allitterazione) qui. Io però sono assetato di whisky e di sample e chiedo al baffuto mescitore berlinese di versarmi qualcosa di fruttato ed ex-bourbon, mentre mi intasco col suo beneplacito un sample di un Glenrothes-Glenlivet invecchiato in botti ex-bourbon ed ex-rum. Mi becco un Aberfeldy:

Aberfeldy 1997 (55.3%, CA, 2017) Copia di Boba
Effettivamente non me l’aspettavo: rimango lievemente di stucco, un po’ come Barrichello non al Gran Premio d’Austria del 2002. Avevo chiesto qualcosa di fruttato, invece mi arriva un naso ricco di erba e rosmarino (?). C’è effettivamente dell’arancia, ma davvero non è complessissimo. Con acqua arriva qualche onda di vaniglia e pesca, mentre il primo impatto al palato è che mi sembra chiuso come il riccio decantato da Duccio. Non entusiasma e non mi pare nemmeno troppo consistente: con acqua mi sembra ci sia un overkill di limone, ma lasciagli un po’ di tempo e viene fuori una godibile nota floreale. Il finale è delicato e leggero, con un della vaniglia. Suvvia, non orribile ma non mi ha colpito molto, ma sai mai che a voialtri piaccia di più!

Mortlach 1988 (52.6%, CA, 2016) Copia di Darth
Un po’ deluso ma non abbacchiato, addocchio dal catalogo una bottiglia del Wood Range: trovo interessante un Mortlach 27 anni invecchiato in una botte ex-sherry. E come posso farmelo scappare? L’attacco è entusiasmante: poderoso, dolce ma non troppo, stranamente ricco di zolfo. Forte e oleoso, è un naso comunque ricco di sherry e frutti rossi. Però è al palato che esplode: ora lo zolfo che era predominante al naso si fa da parte e lascia posto a crema e ciliegie e vaniglia. Il finale non è lunghissimo, ma sembra una specie di giustiziere come una “Z” di Zorro. Davvero ottimo, highlight numero uno del festival per me. Unico problema? Il prezzo: in Italia si trova sui 175 euro.

Dopo questa botta degna di una manata di Big Show, comincio a subire un minimo la gradazione alcolica e mi siedo su un terrificante sgabello di gomma pitturato come se fosse legno finto. Ah, il gusto teutonico per l’estetica! E ripeto, parla uno che va in giro con la maglietta di Chewbacca. Ne approfitto per guardarmi intorno e localizzo il simpatico banchetto di Best Dram, altri imbottigliatori tedeschi con diverse linee. Sono sullo sherry dopo l’ultimo whiskettino, quindi scelgo qualcosa che sia scuro come la notte nella Foresta Umbra e con un nome che ispiri ignoranza:

p_20170218_161348_vhdr_on-01The Dark Secret vol. III (59.6%, BD, 2016) Copia di Darth
Mi assicurano al banco che sia un Westport di 19 anni. Wesport? E che è? Be’, nient’altro che un simpatico Glenmorangie con qualche goccia di Glen Moray (gionta necessaria per poterlo rivendere con un altro nome). Una specie di finto blended, dunque. Che pero’ in questo imbottigliamento si traveste come Batman: Westport-Bruce Wayne diventa The Dark Knight Secret. Molto diverso dal Mortlach di sopra, il naso è più denso, più pesante, più grasso. Ciliegia, ma davvero tanta al naso. Fragola, limone… al palato c’è un eurogol del Signor Amarena che fa alzare tutt in piedi e scatta la ola. Il finale eterno e ricco di legno non fa che lasciarmi sempre più convinto di avere davanti a me l’highlight numero due della fiera. Anche qui, il prezzo è forse un po’ eccessivo: è disponibile solo in fiera, e siamo sui 140 euro.

Dopo una tale bomba, ho bisogno di una pausa. O meglio, avrei bisogno di una pausa. Ho perso Tobi e gli altri, che si sono rifugiati a un tasting di Arran, e quindi sono nuovamente irresponsabilmente solo e lasciato alla mercé della mia dipendenza sete. Che fare, che fare? Be’, Aaron mi aveva consigliato lo stand di Whizita, e chi sono io per non ascoltare i consigli altrui? Voglio dire, ho persino ascoltato chi mi aveva detto di andare a vedere Independence Day 2. Che roba terribile. Scuoto la testa cercando di dimenticarmi della terribile esperienza e arrivo appunto da Whizita, un grosso negozio di whisky di Itzehoe. Qui mi cattura l’occhio un baule che custodisce delle strane bottiglie di un giovanissimo Laddie. Chi sono io per non provarlo?

Bruichladdich Islay Moon Edition 2011 (63.2%, OB, 2015) Copia di Han
Questo whiskettino è un imbottigliamento ufficiale fatto proprio per Whizita. È effettivamente giovanissimo (4 anni) ma è stato maturato in un piccolissimo barile chiamato Blood Tub: ex-sherry, con una capacità limitata di soli 30 litri, in teoria permette la maturazione del distillato a una velocità più elevata di quello che succede in altri barili. All’inizio aggredisce davvero con un alcol potentissimo che abbisogna di acqua per calmarsi. Sinceramente pensavo peggio: in realtà è molto interessante, con aromi fruttati e salati molto intensi. Mi spiazza un odore che mi ricorda quello di un fienile. Al palato lo sherry si abbina a gusti di… cose vecchie, non riesco a descriverlo meglio. Sarà che sto al whiskettino numero 6! Suggestivo e strano comunque, con un finale che però demorde e delude un poco. Molto interessante, si perde nel finale e nel prezzo: 75 euro. Ci sono solo 36 bottiglie di questo che comunque è un gran bell’esperimento.

p_20170218_170337_vhdr_on-01Intontito dall’alcol di questo whiskettino sperimentale mi trovo a parlare del più e del meno con il mescitore dall’altezza straordinaria e che mi incute un po’ di timore. Complice forse una  combo baffi-capigliatura alla Rudi Völler degli Anni Ottanta. Dopo aver preso sample qua e là, parlando di torbati il Tedesco Volante versione extra-large qui mi consiglia un:

Kilchoman 2011 Sauternes Matured (50%, OB, 2016) Copia di Luke
Altro frutto della giovane distilleria-fattoria di Islay, è un’edizione invecchiata interamente (per soli 5 anni a dir la verità) in botti ex-Sauternes. Al naso c’è subito una torba violenta e rabbiosa che si accavalla a odori davvero vinosi e carichi di uva passa. Cazzuto e aggressivo come Al Pacino in The Heat, sprigiona zaffate di mele miste a lime. Il palato è un inno alla torba, con consistentissime mele (ora mature) a fare da contraltare alla cenere sollevata dal fumo di torba. Il finale è ricco di fumo e dolcezza, senza infamia e con molta lode. 100 euro per questa chicca, altro imbottigliamento azzeccatissimo dai Kilcho-men.

A questo punto non mi resta che sperare di non sembrare troppo distrutto e mi rivolgo a Tom, l’imbottigliatore di Anam Na h-Alba presente con una prepotente selezione delle sue novità. Gli biascico che sono sul torbato e lui mi delizia con una delle sue ultime novità. Un single malt torbato e senza nome di soli 5 anni, che viene dalla costa sud di Islay… Chissà che sarà mai (wink wink)? Tom l’ha chiamato:

Enchanting Emma 2011 (59%, ANHA, 2017) Copia di Luke
Il barile in cui la signora Emma è stata invecchiata è un ex-sherry (refill). Al naso Emma si traveste da Gattuso ed entra sulle mie narici ringhiando fumo e odori marini. Il sale e degli odori di marcio si mescolano però a un insieme di frutti più o meno armonico. Oltre al limone, mi pare ci siano pesche e mele. Il tutto avvolto botte di fumo decise e poderose. Il finale è pieno di fumo, agrodolce e neanche il cinese e salato. L’affumicata e giovane Incantevole Emma costa sugli 85 euro, che per un cinquenne non è poco (ma insomma, costa meno del Kilchoman). Però è davvero buono!

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Considerazioni finali? Una fiera piccola e carina per un prezzo onesto (15 euro). Oltre ai pezzi grossi (Diageo, Cadenhead, Douglas Laing, etc.) spiccavano alcuni imbottigliatori più “rustici” legati a importatori e negozi (Whizita e Scotland-and-Malts) accanto ad altri volti più o noti nel variopinto mondo degli imbottigliatori tedeschi, come Anam na h-Alba e Best Dram. Highlights della fiera per me sono stati i due sherry montsters: il Mortalch dei Cadenhead e The Dark Secret di Best Dram. Ci tornerei? Be’, ad Amburgo certamente, ma probabilmente non solo per la Hanse Spirit. Se il mio amico Jancarlo Magalli mi sta leggendo: mi è mancato il tuo singhiozzo.

 

2 thoughts on “Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

  1. Cheers, Fabio! As always, I can only read your blog via Google Translate. So I don’t get all of what you’ve written. But the photos look great and you tried so really outstanding whiskies! Also, hanging out with you at Cadenhead’s booth and sharing a dram was great fun! Hope we get the chance to do that again soon! 🙂

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