Migliori 10 whisky sotto i 75 euro (2017)

Da sempre sono stato stregato dal potere ipnotico delle liste. Da piccolo facevo liste per tutto, per i compiti da fare, per gli allenamenti, per i miei personaggi preferiti delle Tartarughe Ninja (Donatello rules, è inutile che cerchiate di convincermi del contrario)… E quindi non posso esimermi oggi dal somministrarvi una nuova lista non richiesta: quelli che, dal mio punto di vista, sono i migliori whiskettini sotto i 75 euro (soglia scelta completamente a caso).

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Il sempre accomodante Giudice Dredd risponde pacatamente a chi gli aveva contestato la lista dei migliori whiskettini sotto i 75 euro sul blog. Come per tutte le top ten che si rispettino, Dredd mode: ON!

Come nella lista precedente, sottolineo che questa è la mia personalissima opinione, e quindi prendetela con la stessa cautela con cui prendereste 300 come documentario storico. Dunque bando alle famose ciance e spariamoci insieme questa Song of Ice and Whisky’s List di whiskettini sotto i 75 euro del 2017.

10. Benromach 15: L’imbottigliamento più anzianotto del core range della distilleria dello Speyside è la prima entry di questa listarella. Più complesso del fratello decenne (ma forse anche un poco meno intenso), ricco di sherry e di limpida bontà, ha pure un tocco di fumo che lo impreziosisce come un cameo di Stan Lee. Sui 70 euro.

9. Benromach 10 – 100° proof: Dalla stessa distilleria, un buonissimo 10 anni imbottigliato a 57%. Dispensa sherry kicks neanche fosse Van Damme, cremoso e ricco di cioccolato e sfumature, impressionante per un whisky così giovane. Fruttato e indelicato (ma fa parte del suo charme), si vende sui 60 euro.

8. Springbank 15: Più pensoso e delicato rispetto al brusco decenne (per quanto poco possa essere delicato und Springbank), questo prodotto della Banca Primavera sorprende sempre, sia per la bruttissima nuova etichetta verde, sia per quanto è buono. Più lanciato sui toni scuri e profondi, più meditativo forse degli aggressivi fratelli del core range, mi ha conquistato col tempo. Rimane comunque intenso come un urlo di Pappalardo. Sui 65 euro.

7. Kilchoman Loch Gorm: Non poteva mancare un imbottigliamento della più giovane distilleria di Islay. Il Loch Gorm è in realtà un bestione torbato, maturato interamente in barili ex-sherry, in cui frutti rossi e fumo di torba fanno a cazzotti come farebbe Bud Spencer vedendo Don Matteo. Meno ignorante di quel che sembra, è comunque torbatissimo, con tocchi di caffè e tabacco.

6. Aberlour A’bunadhNon poteva mancare nella lista questo sherry bomb, che dal mio punto di vista è uno dei migliori bang for your bucks sul mercato. È un’ edizione limitata, quindi cambia da batch a batch, ma in generale la qualità sembra non variare molto. Intenso, caldo, martellante e fruttato, ma anche con alcune note sottili e delicate che non t’aspetteresti (fiori, accenni di vaniglia). Decisamente non un malto estivo ma, come direbbe il buon Luke Cage, Sweeeeet Christmas! Sui 60 euro. 

5. Ardbeg Corryvreckan/ Uigeadail: Allora, le ultime versioni di questi mostri torbati non hanno incontrato particolari favori tra i critici, che invece rimpiangono le edizioni precedenti con la lacrimuccia dei più melanconici e inconsolabili dei nostalgici (ad esempio vedete che dicono qui). Un po’ come me quando penso ad Alien e Aliens mentre guardo Prometheus e Alien: Covenant. Ora, io queste ultimissime espressioni non le ho assaggiate, e per questo trovate ‘ste bombe “solo” al quinto posto, nonostante i miei votoni nelle recensioni. In ogni caso, per me rimangono due solidissimi malti, ricchi di torba pachidermica e di sale, entrambi con profili piuttosto marini e satolli di potenti zaffate di fumo. Le due espressioni sono molto diverse, ma per saperne di più dovete leggervi le due recensioni.  Solitamente entrambi i whiskettini costicchiano, ma ogni tanto li trovate pure sui 55 euro (nelle Ardbeg Embassies per esempio).

4. Kilkerran 12: La prima release del core range di questa nuova distilleria di Campbeltown, dopo i vari (ottimi) whiskettini della serie Work In Progress. Uscito nel 2016, irrompe in questa top five per l’incredibile rapporto qualità-prezzo, per il profilo sporco e complesso nonostante la giovane età, per la sua profondità e perché alla fine è regalmente e maestosamente buono. Se non volete leggervi la mia recensione, beccatevi qui quelle sicuramente più interessanti dei Facili e di Mastro Serge!

3. Laphroaig 10 Cask Strength: Questa versione del Laphroaig 10 anni, potente e senza pietà come il terribile Aragon dei 5 Samurai, è rilasciata ogni anno ed è acquistabile direttamente sul sito di Laphroaig. Marino, torbatissimo, con spruzzi di vaniglia più inaspettati della testa di Sean Bean rotolante in GoT. OK, quella ce la si poteva aspettare, visto che si parla di Sean Bean. Anche qui gli estimatori rimpiangono le antiche versioni, ma a me che non ci capisco molto continua a piacere tanto. Giovane, buonissimo e poderoso. Per completezza e per alcolismo, ho anche recensito un’altra versione qui. Tipicamente costa sui 45-50 euro, ma ovviamente il prezzo varia di anno in anno.

2. Springbank 12 Cask Strength: Un altro whiskettino che esce a batch, ma la cui qualità non decresce manco per sbaglio, è lo Springbank 12 anni Cask Strength. Maturato in un mix esplosivo di barili ex-bourbon ed ex-sherry, propone una sequela di odori e sapori più intrigante dei baffi di D’Alema. Fruttato e terroso, sporco e affumicato, è un mix di altissimo livello.  Il compagno Malesani suggerisce che non è un whisky per molli, ed è vostro solitamente con una spesa sui 60-70 euro. Io lo amo sempre di più, è una bottiglia che non manca mai nella mia “collezione”, come il Benromach 10 anni e il vincitore della lista odierna, il caro, indimenticato e indimenticabile…

1. Lagavulin 16: Un vincitore in tutto e per tutto che conto finalmente di recensire a breve che ho recentemente recensito (vedete come mantengo le promesse?). È un malto leggendario, un simbolo. Sopravvalutato? Giammai. Un intensissimo fumo di torba legato benissimo ad agrumi corposi e a una indiscutibile e tremenda eleganza. E poi dai, è il malto preferito di Ron Swanson, chi sono io per contraddirlo? La migliore recensione possibile su questo malto la trovate qui. Nel frattempo bevetevelo: si trova anche sotto i 50 euro!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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