Kilkerran 12 Years Old (46%, OB, 2016)

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Kilkerran 12 anni: buono, migliore, ottimo (cit.)!

E finalmente ecco la mia non richiesta opinione su quello che dalla maggior parte dei mortali è considerato uno dei migliori bang for your buck sul mercato whiskettaro (whiskettistico? whiskettale?) degli ultimi anni. Il Kilkerran 12 anni è il primo prodotto del core range della rivitalizzata distilleria Glengyle. Questa antica distilleria di Campbeltown abbandonata nel 1925 fu rimessa in funzione nei primi anni Duemila grazie all’intervento della sempre ottima Springbank. Dal 2004 è ricominciata la produzione, e dal 2009 Glengyle ha cominciato a mettere sul mercato delle apprezzatissime bocce a tiratura limitata: la serie Work in Progress. I lavori in corso, finalmente, sono terminati nel 2015, perché dall’anno seguente la nostra cara distilleria lancia questo bambinone. Il qui presentissimo e simpaticissimo Kilkerran 12 anni. è costruito sulla base di un mix di barili ex-sherry (30%) ed ex-bourbon (70%), e adesso basta che vi ho annoiato abbastanza. Vado a bere.

Imbottigliato a un gustoso 46%, non filtrato né colorato, il Kilkerran 12 anni qui ha tutti i crismi di un whiskettino poderoso e gustoso. Nel bicchiere appare come la chioma di uno stereotipico surfista che riemerge dall’oceano al tramonto: biondo e unto. Su questa immagine pregna di significato, propongo di continuare con le mie vacanziere tasting notes.

Naso: Subito un fumo leggero, sale, qualcosa che mi ricorda la carne sbruciacchiata che mi somministrava mia nonna al ritorno da scuola alle medie. Chissà poi perché mi viene in mente questo ricordo così specifico: memoria a lungo termine you maniac, God damn you! God damn you all to Hell! È un naso che finge delicatezza, sporco e pieno di una decisissima terra bagnata (muschio aggiungerei), grano, arance e persino mele. Se lo si lascia nel bicchiere per un poco vien fuori anche una nota vegetale che non riesco però a definire bene… Insomma, si comincia alla grandissima, come quando Tom Hardy dice: “My name is Max. My world is fire and blood” e ti sale l’adrenalina.

Palato: È oleoso, pieno e sexy. L’odore di terra bagnata si trasforma in un mix di malto piccante e fumoso. Davvero molto oleoso e burroso, un po’ come i post-apocalittici capelli di Rick Grimes (Caaaaaarl!). Pieno e intenso, un leggero fumo di torba stellare che non eccede e che anzi esalta la prepotente salinità del palato che fa da contraltare a una dolcezza veramente ottima. Vaniglia, ancora mele, qualche nota di frutta rossa magari? Per niente banale, se non te n’eri innamorato al naso, il palato non ti lascia scampo.

Finale: Secco, medio e ricco di sale e fruttona rossa. Boia, pure il finale è ottimo, che gli vuoi dire?

Giudizio: Be’, davvero un ottimo whiskettino, per me qua si arriva su vette paragonabili agli 88/100! E qui viene il bello: questa bottigliazza ve la potete accaparrare sotto i 50 euro, che per i prezzacci che corrono non possiamo davvero lamentarci. Uno dei migliori entry level in circolazione, IMHO: orsù dunque, correte a prendervelo!

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