Springbank 12 Y.O. Cask Strength (54.1%, OB, 2016)

P_20180823_223517_LL-01Come probabilmente sapete se mi leggete ogni tanto, io ho una fissa con la Banca Primavera di Campbeltown e trovo particolare godimento nei suoi prodotti. Uno dei miei preferiti per rapporto qualità/prezzo solitamente maestoso è lo Springbank 12 anni Cask Strength: ne avevo già recensita una versione qui (il batch #10 per la precisione), e oggi cerco di descrivere un altro batch, il 12. Ogni batch ha un miscuglio di barili un po’ diverso, questo in particolare è il frutto dello sposalizio di distillati invecchiati per il 65% in barili ex-sherry e per il 35% in barili ex-bourbon. Queste edizioni hanno ancora un’etichetta “vecchia”, cioè non sfoggiano quell’orribile nuova livrea che fa a gara in bruttezza con l’oggettivamente tremenda seconda maglia del Napoli del 2013/2014. In realtà di quello che il whiskettino indossa m’interessa relativamente, l’importante è quanto è buono, no? E SPOILER ALERT: questo qui è davvero godurioso.

Imbottigliato a grado pieno come pacatamente suggerisce il nome, ha il 54.1% di alcol. Non colorato né filtrato a freddo come da tradizione Springbank, ha un bel colore ramato, che i barili ex-sherry non son mica timidi. Finito questo preambolo utile quanto un costume in una spiaggia nudista, vado con le mie tasting notes naturiste.

Spring122

Naso: Un cuoio esasperante nasconde quasi i fumi dell’alcol che comunque vengon fuori che di timido qui non c’è niente. Tutto fumo con arrosto, sherry, vaniglia, erbe (timo), alcol, fumo ancora, terra bagnata, clamoroso. Aggiungo acqua e mi sembra mineralissimo e intenso, davvero ottimo, ancora meglio di quanto me lo ricordassi, mele e sale, un po’ di vaniglia a sparigliare le carte, prugne assassine.

Palato: Ultrabevibile, anche a gradazione piena: dolce, fruttato, oleoso e ricco di ciliegia. Intenso come una telecronaca di Pellegatti, ma meno scomposto: il fumo di torba è lieve ma ben presente, con quel cuoio e quella terra bagnata che al naso mi avevano fatto innamorare. Dopo l’aggiunta di acqua mi sembra ancora oleoso e dolce, con prugne che si pigliano a manate in faccia con il sale e la pietra bagnata. Anche qui, il fumo è sottile ma decisivo.

Finale: Medio-lungo, con quel fumo che a differenza di Dio non perdona. Il sale e una ciliegia più marcata rimangono alla grande.

Giudizio: Un gran whiskettone, questo qua: 90/100. Per rapporto qualità/prezzo per me uno dei migliori in assoluto, davvero uno Springbank duro e puro che non le manda a dire. Alla grande, su questo andate sul sicuro: trovate i batch più recenti sotto i 70 euro.

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