Bunnahabhain 1995 (46.5%, V&M, 2018)

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Mi spiace che io ci metta sempre un botto a recensire le cose, ma davvero questo nuovo Babadabubi me lo pregustavo da un po’, che un Bunnahabhain distillato nel 1995 e imbottigliato quest’anno (2018) da Valinch & Mallet non capita davvero tutti i giorni. Invecchiato per oltre 22 anni in un barile ex-bourbon (numero 18-2201, per i lettori più pignoli), fa parte della gustosissima Lost Drams Collection. Insomma, il sample l’ho estorto con l’inganno al povero Davide durante il Whisky Live e per assaggiarlo aspettavo un momento in cui il mio palato avesse smesso di essere tormentato dal piccante dei peperoncini di Cayenna di cui mi sono stupidamente ingozzato durante e dopo il mio recente viaggio (di lavoro, giuro!) nella giungla profonda della Guyana francese. Seriamente, ogni tanto mi sentivo come Homer con lo spietato peperoncino del Quetzlzacatenango. Ma non temete, mi sono ripreso e sono pronto alla sfida!

Che sia pacioso e oleoso non è una sorpresa, probabilmente. Il buon Bunna qui è di un bel colore dorato ed è invitante e promette lussurie eccessive come nemmeno Eva Green nei panni di Sibilla di Gerusalemme. È però solo dimenticandoci delle sue lusinghe che possiamo concentrarci sull’obiettivo alcolico e sulle mie conturbanti tasting notes! Sperando che almeno loro non ci conducano ai corni di Ḥaṭṭīn…

Naso: Molto delicato e ricco di odori maltati, con un mazzo di fiori che nemmeno a Sanremo. Una vaniglia non invadente, un mango maturo accanto ad altri lievi frutti tropicali, conditi da una parte marina che rende il tutto più piacevole e sensazionale. Un poco chiuso, ancora malto, delicato, molto elegante. E nel frattempo offre malizioso un sacco di bonbon zuccherati come un pagliaccio assassino nel peggior B-movie dell’orrore. Ha un lato erboso un po’ spiazzante, ma nell’insieme rimane delicato ed elegante. Col tempo il lato dolce lascia spazio a qualcosa di differente, qualcosa di marino e scuro. Sento Cthulhu ruggire da lontano.

Palato: Anche qui molto zuccheroso, dolce, con un piccolo lato amarognolo di sottofondo che adoro. Davvero super zuccherato, l’alcol non si sente nemmeno a pagarlo. Allappa un poco delicatamente, fruttato con qualche spruzzata di sale. C’è anche del limone, mi pare, poi con tempo e un po’ d’acqua comincio a sparare parole a caso come cannella e vicesindaco. Porga l’indice, lo vede che stuzzica? Biscottazzi caldi, poi qualcosa di caramellato accanto a un che di piccante (no, non sto sgranocchiando habanero nel frattempo).

Finale: Lungo e sostenuto, con qualche nota speziata e agro-dolce. Il retrogusto è molto pulito, e sinceramente per non saper né scrivere né bere questo mi sembra un po’ un marchio di fabbrica di molti imbottigliamenti V&M.

Giudizio: Be’, che dire, mi piace moltissimo: 92/100. Abbastanza diverso dall’ultimo Babadabubi ufficiale di età simile che avevo assaggiato, ma in definitiva direi ancora più buono – cosa non di poco conto, visto che questo costa(va) decisamente di meno del Bunna 25! Adesso però basta che il whiskettino mi si sta brematurando nel bicchiere ed è meglio che lo finisca prima che diventi soppaltato secondo l’articolo 12.

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