La mia prima Islay – Parte 1: Arrivo e Ardbeg open day

La mia prima Islay – Parte 1: Arrivo e Ardbeg open day

P_20180601_185915_vHDR_Auto-01Come vi ho anticipato da qualche tempo – e come ha intuito chi segue la pagina feisbuc, sono tornato da un (troppo breve) giretto a Islay, la regina delle Ebridi. Ho deciso per una volta di non viaggiare solo come un cane come mio solito, ma sono riuscito a convincere altri quattro compagni ad aggiungersi a questa Compagnia del Whiskettino. Tra i compari di sventura spicca il celebre Jancarlo Magalli, già cooptato nelle mie disavventure durante la mia prima visita al Whiskybase Gathering di Rotterdam. Gli altri componenti della raccogliticcia Ciurma dello Schifo sono due miei amici storici: l’Esperto, che deve il suo nome alla rinomata modestia e al suo estremamente umile atteggiamento verso il mondo, e il Marcio, il cui nomignolo invece ricorda lo strano fenomeno di cui è affetto: col passare degli anni egli rimane esternamente eternamente uguale a se stesso, ma internamente marcisce inesorabilmente. Una specie di Ritratto di Dorian Gray delle interiora. A questo gruppo già ricco di imbecillità si è aggiunto per puri fini di sfruttamento del patrimonio un amico dell’Esperto, il Muschio (così chiamato per l’afrore emanato, affine a quello umido e parzialmente decomposto del muschio sfagno di cui Islay è così ricca).

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Un paio di Supernovae

Un paio di Supernovae

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Ho chiesto al mio amico astrofisico una concisa spiegazione scientifica sul nome scelto da Ardbeg per descrivere questi whiskettini e la sua risposta è stata: “Una supernova è un’esplosione stellare, la fine col botto di una stella massiccia. È anche fondamentale per la formazione di elementi vitali, e può avere la luminosità di una galassia intera. Detto questo, come nome per un whisky torbato non se ne poteva trovare uno meno ovvio e ruffiano?”. Be’, conciso è stato conciso, ma il problema rimane: che c’entrano ste robe da turbonerd coi nostri amati whiskettini? Be’ proprio nulla, a parte questa tremenda trovata pubblicitaria di Ardbeg che collega inimmaginabili esplosioni stellari alle edizioni più torbate della sua linea: le temutissime Ardbeg Supernova releases. Ecco oggi di supernove ne assaggio ben due che tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto è che two Ardbeg is megl che one.

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Ardbeg Corryvreckan (57.1%, OB, 2014)

Ardbeg Corryvreckan (57.1%, OB, 2014)

Ci siamo, arriviamo all’ultimo della serie core range di Ardbeg: dopo il Ten e l’Uigedail godiamoci il vorticoso Ardbeg Corryvreckan. Ho già (s)parlato un pochino dei NAS e di cosa sono, quindi mi limiterò a commentare che la qualità del Corry è tale che, se tutti i NAS fossero così, lamentarsi avrebbe meno senso della trama di 2012. Ardbeg è una tipica distilleria dell’isola di Islay e produce alcuni dei whisky più torbati sul mercato. Appartiene dalla fine dei ruspanti anni Novanta a Glenmorangie, che a sua volta appartiene a Louis Vitton Moët Hennessy. Ma come dice il saggio, avanti Savoia che il tempo s’imbroia, finiamola con le info noiose e andiamo alla recensione. Continue reading “Ardbeg Corryvreckan (57.1%, OB, 2014)”

Ardbeg Uigeadail (54.2%, OB, 2014)

Ardbeg Uigeadail (54.2%, OB, 2014)

L’Uigeadail (da pronunciare “Oog-a-dal”, stando al foglietto informativo della distilleria) è un NAS, ovvero un No-Age Statement whisky. Questo vuol dire che sappiamo dell’età del whisky tanto quanto ne sa Jon Snow. Tipicamente la recente esplosione di edizioni NAS da parte delle distillerie è attribuita alla penuria di whisky invecchiati rispetto alla sempre crescente domanda per single malt. Alcuni blogger e in generale molti consumatori si stanno lamentando sempre più ad alta voce di questa tendenza dell’industria, dal momento che con la scusa del NAS sono uscite e stanno uscendo diverse edizioni di whisky troppo giovani e di troppo bassa qualità rispetto alle versioni degli anni passati. Questo non è, almeno per ora, il caso dell’Uigeadail.

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Ardbeg Ten (46%, OB, 2015)

Ardbeg Ten (46%, OB, 2015)

Quello che voglio fare con le prossime tre recensioni è esplorare un’iconica distilleria di Islay. Sto parlando di Ardbeg, che al di là del mostruoso hype recente e delle più o meno felici trovate pubblicitarie, rimane una delle mie distillerie preferite. In particolare, i tre whisky che costituiscono il suo core range (cioè i whisky che la distilleria fa uscire ogni anno e che non sono edizioni speciali) sono di alta qualità e dal prezzo abbordabile. Parlo di Ardbeg Ten, Ardebeg Uigedail e Ardbeg Corryvreckan. Non posso dire di essere particolarmente convinto, né impressionato dalla gamma senza fine di edizioni speciali e limitate, che mi sembra siano solo una grossa grassa fregatura pubblicitaria. Soprattutto a quel prezzo. Bene, allora come sempre nella storia italiana, facciamo gli struzzi su quello che non ci piace e focalizziamoci sulle parti migliori. Cominciamo dal classico, selvaggio, brutale e lacedemone Ardbeg TenContinue reading “Ardbeg Ten (46%, OB, 2015)”