Benromach 35 Y.O. (43%,OB, 2016)

Benromach 35 Y.O. (43%,OB, 2016)

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Annunciazione, annunciazione! Benromach 35 anni qui, mica cafonate!

Allora, nel marzo 2016 iniziavo questa mia avventura alcolico-bloggistica proprio con un articolo sul mio amatissimo Benromach 10 anni. Oggi ho deciso invece di provare uno dei più vecchi imbottigliamenti di questa distilleria: il grasso e lussurioso Benromach 35 anni. Ne ho arraffato un sample alla Hanse Spirit 2017 di Amburgo, e dopo vari tentennamenti in queste vacanze natalizie ho deciso di aver finalmente trovato la perfetta occasione per provarlo (da qui le statuette della foto, rubate al tradizionale presepe dei miei). E per perfetta intendo perfetta come l’interpretazione di Adriano Celentano in Segni particolari: bellissimo, o perfetta come la capigliatura di Ivan Zazzaroni. Questo trentacinquenne (quindi fortunosamente ancora più vecchio di me) è stato invecchiato per oltre tre decadi in barili di quercia (della cui provenienza non sappiamo nulla), ci dice la distilleria. Dovrebbe essere scevro di colore (mi pare che Benromach non colori come politica), ma sulla filtratura I know nothing (Ygritte et al., personal communication), come dico spesso con una cit. ormai abusata. Continue reading “Benromach 35 Y.O. (43%,OB, 2016)”

Benromach 15 Y.O. (43%, OB, 2016)

Benromach 15 Y.O. (43%, OB, 2016)

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Benromach 15 anni: strangolatevici come la povera Margherita di Borgogna, prima moglie di Luigi X l’Attaccabrighe. No, non sono i miei soliti blateramenti a caso, il tutto è parte della storia raccontata nel libro di Marcel Druon sullo sfondo, il secondo della serie “I re maledetti” (una sorta di Game of Thrones in salsa capetingia).

Era da un po’ che non mi dedicavo a Benromach, ma oggi recupero alla grande. Come un avvoltoio plano con le mie ancora sobrie grinfie sul più anziano prodotto del core range della distilleria: il Benromach 15 anni. Rilasciato per la prima volta nel 2015, è maturato in un poderoso mix di barili ex-bourbon ed ex-sherry (un po’ come il fratellino minore decenne). La più lunga maturazione porta, secondo quei bei sbrodoloni di Benromach sul loro sito, la naturale affumicatura a smorzarsi, e nello stesso tempo rinforza lo sviluppo del legno e dei suoi aromi. Io però son scettico di natura, e di quel che dicono i distillatori non riesco a fidarmi a scatola chiusa: mi trovo dunque a fare sacrifici inenarrabili e a sottopormi all’assaggio dei whiskettini. E allora sotto con l’autosomministrazione del Benromach 15 anni!
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Benromach Peat Smoke: 2005 vs 2006

Benromach Peat Smoke: 2005 vs 2006

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Benromach 2005 (a dx) vs Benromach 2006 (a sx). Sullo sfondo, Fleisch ist mein Gemüse di Heinz Strunk. Perché. mi chiederete? Sarà per la carnosità del whisky? Nah, è piuttosto perché avevo quello sottomano.

Oggi provo un paio di Benromach. Vi avevo già detto che mi piace questa distilleria? Ci sono anche stato, un paio di anni fa. Bellissima visita, buonissimi whiskettini, visto che ci avevan fatto provare, oltre al 10 anni ufficialmente incluso nel prezzo, anche il 15 anni, il 10 anni 100 proof e il Benromach Peat Smoke. Questa è una versione fortemente torbata del malto prodotto in distilleria: uno Speysider tobato? Ma non è questa forse un’aberrazione, un po’ come vedere Auriemma tifare per la Juventus? Be’, no. Già nel classico Benromach 10 la distilleria affumica parte del malto, e alcune distillerie (Ardmore, per esempio) usano la torba da sempre. Siccome il Benromach Peat Smoke cambia un poco ogni anno, con diversi gradi fenolici e con età differenti, mi son detto: perché non provare due versioni diverse, e vedere cosa cambia? Ovviamente sarebbe stato più interessante confrontare una delle prime edizioni con una delle ultime, invece ho sotto sample solo quella del 2014 e quella del 2015, quindi accontentatevi. In ogni caso il Fumo di Torba qui è in tutte le sue declinazioni un whisky giovane, molto torbato (ma va?), e invecchiato in una botte ex-bourbon (first fill, per giunta!). Lasciate ogne sherry, voi ch’intrate.

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Benromach 10 Y.O. (57%, OB, 2015)

Benromach 10 Y.O. (57%, OB, 2015)

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Benromach 10 a 57%! Uno “sherry kick” alla Van Damme.

“Un altro Benromach 10 anni? Ma Fabio, boia faus, non l’hai già recensito come primo articolo?” domandò il Pignolo Lettore Piemontese.
“Ma no, mio caro Pignolo Lettore Piemontese – risposi io, piccato – fai attenzione! Questo qui è imbottigliato a 57%, non a 43%! È un altro imbottigliamento: questo è il Benromach 10 anni 100° proof!”
“Ah ma che balengo che sei, ma scrivilo nel titolo, così non perdiamo tempo in queste discussioni!”
“Hai ragione, ma poi il titolo veniva troppo lungo. E questo dialogo mi fa scrivere tipo 100 parole piene di fuffa senza dovermi sforzare troppo.”

Il Pignolo Lettore Piemontese se ne andò stizzito senza rispondermi e mi lasciò in pace a continuare la recensione di questo whisky, che nonostante le apparenza non è affatto la versione non diluita del Benromach già recensito, ma una bestiaccia ben diversa, distillata da malti con meno componente affumicata e con una maggiore percentuale invecchiata in botti ex-sherry. Piccola digressione sul significato di “proof”, che è una misura del mondo anglosassone per la percentuale di etanolo nel liquido. Come ben si sa, il mondo anglosassone è piuttosto restio ad adattarsi ai sistemi metrici internazionali (che sian maledetti piedi e pollici e tutto il resto), e una di queste unità-relitto è proprio il proof britannico o imperiale, dove vale la regola piuttosto arbitraria che 100° proof = 57% di alcol (circa). Che poi oh, si badi bene, è diverso dal “proof” degli Stati Uniti dove altrettanto arbitrariamente 100 proof = 50% di alcol (qui non usano i gradi). Mai una roba semplice. Comunque, per una breve storiella sulle origini di questo sistema piena di marinai ubriachi e di polvere da sparo vi rimando quiContinue reading “Benromach 10 Y.O. (57%, OB, 2015)”

Benromach Sassicaia 2006 (45%, OB, 2015)

Benromach Sassicaia 2006 (45%, OB, 2015)

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Mica male questo Benromach Sassicaia 2006.

E un altro Benromach ci aspetta alla fine di questo tunnel maltato! Il Benromach Sassicaia Wine Casks Finish fa parte della serie di imbottigliamenti Wood Finish, in cui il malto della distilleria della Speyside è rifinito in botti che contenevano del vino. Di questi imbottigliamenti han fatto parte whisky in botti ex-Hermitage ed ex-Château Cissac. Questo qui invece è stato rifinito in botti ex-Sassicaia, celeberrimo vino toscano. Io ovviamente non lo conoscevo e ho dovuto cercare su Wiki, ma io d’altronde io sono ignorante come Pedro dell’Eredità e per me è la cipolla. In ogni caso, l’imballaggio è quello classico dei Benromach moderni, con il pratico tappo-poggiabottiglia da veri dandy. È una di 4000 bottiglie di questa edizione speciale quella che comprai in distilleria come ricordo di una bellissima visita. Imbottigliato nel 2015 a 45% di alcol , è un whisky molto giovane (8 anni), invecchiato principalmente in botti ex-bourbon (1st fill) e poi per 18 mesi in botti ex-SassicaiaContinue reading “Benromach Sassicaia 2006 (45%, OB, 2015)”

Benromach 10 Y.O. (43%, OB, 2015)

Benromach 10 Y.O. (43%, OB, 2015)

Ecco il mio primo esperimento. E lo faccio con uno dei miei everyday dram preferiti: il Benromach 10. Complesso e interessante, a mio giudizio è uno dei migliori 10 anni OB (Original distillery Bottling) disponibili sul mercato. La distilleria Benromach ha chiuso nel 1983, ed è stata riaperta nel 1998 dai nuovi proprietari: gli imbottigliatori indipendenti Gordon & MacPhail.

NEW! English version HERE!
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