A Michel Couvreur Masterclass

A Michel Couvreur Masterclass

Michel Couvreur is a French independent bottler, well known in the business since over 30 years. The founder, Micher Couvreur himself, passed away in 2013, but his son-in-law Cyril Dechamps and the master of cellar Jean-Arnaud Frantzen kept intact the company reputation and the quality of their product. So, since I am curious about this French bottler as little Georgie is (was?) about talking to evil man-eater clowns popping up in the sewer, I decided to participate to a masterclass organised by the Whisky Shop Paris.

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Douglas Laing: a remarkable regional tasting

Douglas Laing: a remarkable regional tasting

P_20180527_182217_vHDR_Auto-02Douglas Laing & Co è un simpatico imbottigliatore indipendente con base a Glasgow. Tra i vari whiskettini che la casa fondata nel 1948 ci offre, c’è una particolare serie di blended malts dedicati alle regioni di produzione di whisky in Scozia (Lowlands, Speyside, Highlands, Isole e Islay): i famigerati cinque samuraiRemarkable Regional Malts“. Nel mio piccolo, con una certa fatica ho radunato sample di tutti i prodotti e quest’oggi me li autosomministro. Alla lista delle regioni manca irreparabilmente Campbeltown, che con l’apertura di Kilkerran è tornata a essere una regione di produzione con tutti i crismi. Secondo la dea Kālī Scotch Whisky Association, infatti, per essere considerata tale una regione deve avere almeno 3 distillerie attive. In realtà Douglas Laing per sopperire a questa mancanza e non far incazzare nessuno ha recentemente prodotto il The Gauldrons, che per ora esce a batches e che, come le figurine di Volpi e Poggi, mi manca. Con gran baldanza e sperpero di fegato, quindi, vado ad assaggiarli che mi ispirano se non violenta attrazione almeno grande curiosità. Continue reading “Douglas Laing: a remarkable regional tasting”

Spice Tree Extravaganza (46%, CB, 2016)

Spice Tree Extravaganza (46%, CB, 2016)

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Spice Tree Extravaganza: la bottiglia è bellissima, come tutte quelle della Compass Box. Sullo sfondo un complesso libro di Michael Cisco, complesso quanto il bouquet (oh sì, ho detto bouquet) di questo whiskettino.

Quei burloni della Compass Box rilasciano ogni tanto edizioni extra-lusso. In particolare, questo Spice Tree Extravaganza è una specie di upgrade del classico Spice Tree, già recensito su questi schermi in tempi non sospetti. I Compass Box sono apertissimi su come fanno i whisky (gran punto di merito per loro), e sul loro sito ci danno pure la ricetta usata per questo blend. È il frutto di una fantasmagorica combinazione di malti da Glen Ord (da barili ex-sherry – first fill), Benrinnes (da barili ex-sherry – first fill), Allt-A-Bhainne (da barili ex-bourbon), e da una combinazione di “hybrid casks” di blend precedenti (trovate la ricetta originale qui). A differenza del parente povero da cui prende il nome è un’edizione limitata a poche migliaia di bottiglie, ma in comune con il normale Albero delle Spezie è imbottigliato a 46%, senza filtratura a freddo né colorazione. Non so voi ma con queste info alla mano mi vien voglia di bermelo tutto d’un fiato. Insomma, una hype intensa quasi quanto quella che mi ha presto quando ho visto il trailer di Alien: Covenant… purtroppo.

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Nikka Taketsuru 21 Y.O. (43%, OB, ??)

Nikka Taketsuru 21 Y.O. (43%, OB, ??)

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Nikka Taketsuru, un blended malt di 21 anni direttamente dal Giappone. Immagine a sx da whiskybase, e per i miei lettori più occhialuti: il WID sul sample è sbagliato, non è 45877, ma 45887.

Con queste calde serate estive non posso non pensare a viaggi e vacanze. E mi piacerebbe tantissimo tornare in Giappone e questa volta per un po’ di tempo, ma tra lavoro, cambio di città e vacanze gia’ programmate quest’anno pare chiaro che non succederà. Quindi come posso rimediare? Be’, qui non ci sono gli incredibili paesaggi giapponesi e nemmeno del ramen (per citare due robe a caso tra le tante), quindi non posso che consolarmi con l’alcol (sic). E oggi assaggio un Nikka Taketsuru di 21 anni che è più giapponese di Mai Dire Banzai. Avevo gia’ assaggiato il relativamente recente e poco caro Nikka Taketsuru NAS che non mi aveva conquistato del tutto. Oggi invece mi becco una delle versioni extralusso di questo blended whisky del Sol Levante, un blended malt (cioè un assemblaggio di single malts da distillerie diverse, in questo caso Yoichi e Myagikyo) di 21 anni (come sempre, il numero indica l’età minima del distillato presente all’interno della bottiglia). Vediamo come me la cavo. Continue reading “Nikka Taketsuru 21 Y.O. (43%, OB, ??)”

Ballantine’s Finest (40%, OB, 2017)

Ballantine’s Finest (40%, OB, 2017)

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Zombies have issues, come questo whiskettino.

OK, questo sarà un post contestabile e risibile e pure disprezzabile. Intendo più degli altri su questi schermi. Assaggio oggi uno dei più venduti e conosciuti blended whisky sul mercato, il Ballantine’s Finest. È la versione base del range di Ballantine, il secondo brand di whisky scozzese più venduto nel mondo. Nel mischione (termine ultra-tecnico per definire questo whiskettino) ci sono oltre 50 single malt e quattro grain whisky. Oh, io a prescindere sono un indiscutibile e ineluttabile fan dei mischioni (e degli aggettivi a casaccio), sia chiaro. Dell’età non sappiamo un bel niente, e ho l’impressione che ci siano dei whisky supergiovani qui dentro. Il che non è di per sé un male, ovviamente, come testimonia il personaggio in questo video.

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Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

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Ho vissuto ad Amburgo per quasi sei anni, è stata clamorosamente casa mia. Qui ho iniziato questo viaggio nella deficienza epatica che la mia passione per il whisky, e qui ogni tanto torno per motivi vari. Lo scorso weekend ci sono stato, tra le altre cose, anche per vedere “il più grande whisky festival del nord della Germania“. Che a dir la verità suona un po’ come “il più alto poliambulatorio del Canavese“, ma tant’è. In ogni caso, torniamo al festival: Hanse Spirit 2017. E dire che quando ero qui non ci ero mai stato! La location è quella solita delle fiere nella città anseatica: l’enorme Messhalle, un complesso che per qualche tempo aveva anche ospitato molti rifugiati siriani negli anni scorsi. Ma oggi ospita whisky! Tanti gli imbottigliatori indie presenti, e su di loro mi concentrerò nella mia visita in solitaria alla fiera. In solitaria? Sì, perché oggi non sono riuscito a trascinare nessuno dei miei amici a rinunciare a parte della loro salute per accompagnarmi  alla kermesse. Kermesse che costa 15 euro, prezzo più o meno in linea con quello di altri whisky festival.

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Nikka Taketsuru (43%, OB, ca. 2015)

Nikka Taketsuru (43%, OB, ca. 2015)

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Nikka Taketsuru, un nuovo e dimenticabile NAS.

Un nuovo Nikka, un blended whisky che arriva dall’estremo oriente carico di Non-Age Statement come se non ci fosse un domani. Il nome è una dedica Masataka Taketsuru, il giapponesissimo fondatore della Nikka stessa. Grazie a i sui viaggi in Scozia e all’esperienza accumulata, Taketsuru fu po’ il gran maestro del whisky giapponese, il Ryuken di Hokuto del malto orientale. La collezione Taketsuru della Nikka è la linea di whisky di “puro malto” della casa, dal momento che gli altri prodotti (come il Nikka From the Barrel) contengono una percentuale di grain whisky. Dopo la recente ristrutturazione delle loro collezioni, nelle idee della Nikka questo nuovo Taketsuru è il sostituto naturale dell’ormai morto e tragicamente sepolto Nikka Taketsuru 12 anni. Come sarà dunque questo whiskettino, che il potente e ineffabile Drago Shenron della mia infanzia ha resuscitato dalle ceneri dello scomparso dodicenne?
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Spice Tree (46%, CB, 2014)

Spice Tree (46%, CB, 2014)

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L’Albero delle Spezie!

La bottiglia di oggi è un’altra di quelle che il mio amico Francesco R. aveva ingenuamente lasciato in stoccaggio a casa mia dopo il suo trasferimento da Amburgo. Questo è un blended whisky, cioè una miscela di whisky provenienti da diverse distillerie fatti poi sposare insieme come in uno di quei matrimoni combinati di respiro capetingio. La Compass Box è una compagnia di imbottigliatori (whiskymakers dicono pomposamente loro) che produce blends di “lusso”, per un mercato magari diverso da quello, ad esempio, dei simpatici Giovanni Camminatori. Fondata nel 2000, questa azienda compra whisky da varie distillerie di fiducia e provvede poi a farli sposare tra loro con metodi a volte anche innovativi. La cosa fantastica è che sul loro sito descrivono esattamente il procedimento da loro usato per produrre questo blend. In un’epoca in cui si tende a nascondere il tutto dietro a storielle divertenti, questa pletora di informazioni è come la biblica manna. Che venga dal cielo o meno è tutto da vedere. Un’altra caratteristica della Compass Box sono le etichette, quasi belle come un quadro di un Klimt ubriaco. Continue reading “Spice Tree (46%, CB, 2014)”