Bunnahabhain 1995 (46.5%, V&M, 2018)

Bunnahabhain 1995 (46.5%, V&M, 2018)

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Mi spiace che io ci metta sempre un botto a recensire le cose, ma davvero questo nuovo Babadabubi me lo pregustavo da un po’, che un Bunnahabhain distillato nel 1995 e imbottigliato quest’anno (2018) da Valinch & Mallet non capita davvero tutti i giorni. Invecchiato per oltre 22 anni in un barile ex-bourbon (numero 18-2201, per i lettori più pignoli), fa parte della gustosissima Lost Drams Collection. Insomma, il sample l’ho estorto con l’inganno al povero Davide durante il Whisky Live e per assaggiarlo aspettavo un momento in cui il mio palato avesse smesso di essere tormentato dal piccante dei peperoncini di Cayenna di cui mi sono stupidamente ingozzato durante e dopo il mio recente viaggio (di lavoro, giuro!) nella giungla profonda della Guyana francese. Seriamente, ogni tanto mi sentivo come Homer con lo spietato peperoncino del Quetzlzacatenango. Ma non temete, mi sono ripreso e sono pronto alla sfida! Continue reading “Bunnahabhain 1995 (46.5%, V&M, 2018)”

Bunnahabhain 25 Y.O. (46.3%, OB, 2018)

Bunnahabhain 25 Y.O. (46.3%, OB, 2018)

p_20180829_211903_ll-01.jpegBe’ che in generale il Bunnahabhain (pardon, Babadabubi) mi piaccia molto lo si capisce anche dal fatto che sia uno dei whiskettini che ho recensito di più su questo mio piccolo sitarello. Questo sample l’ho prelevato direttamente in distilleria, durante la mia recente visita a Islay. Qui abbiamo un Bunnahabhain invecchiato per oltre 25 anni in botti ex-sherry ed ex-bourbon, e devo dire che non posso non godermi la mia Vorfreude nel soppesare il bicchiere col prezioso liquido dentro. Questa edizione è la nuova aggiunta (dal 2017) al Bunna-core range, ed è descritta dai simpatici distillatori come “super premium”. Essendo io un blogger super premium, non posso far altro che tentare umilmente di ergermi all’altezza della sfida e assaggiarlo: Bunna Bunna Hey! Continue reading “Bunnahabhain 25 Y.O. (46.3%, OB, 2018)”

Bunnahabhain 1989 (40.3%, C&S, 2016)

Bunnahabhain 1989 (40.3%, C&S, 2016)

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Per non farmi mancare niente mi son portato questo Bunnahabhain 1989-2016 fino in punta al Rocciamelone (qui a 3538 m). Mica male la vista… e nemmeno il whiskettino.

Di Babadabubi ne ho provati diversi, ma un single cask è un single cask, e questo Bunnahabhain, distillato nel 1989, selezionato da Andrea Caminneci e imbottigliato nel 2016 mi fa gola quanto una nuova stagione di Bojack Horseman. Caminneci era la mente che fino al 2017 si celava dietro alle serie di C&S Dram, ma che purtroppo ha deciso di smettere e di liquidare la sua attività. Oggi il tedeschissimo (ma di chiare origini italiane) Andrea lavora come responsabile vendite per il settore whisky presso la compagnia Schlumberger (importatore in Germania, tra gli altri, di Benromach e Kavalan) e ha portato con sé nel suo nuovo lavoro il marchio C&S Dram. Ecco dunque spiegata la continuazione degli imbottigliamenti C&S anche quest’anno, cosa che all’inizio mi aveva lasciato un più interdetto del vigile Paolini mentre ascolta il Conte Mascetti. Il gentile imbottigliatore teutonico responsabile di cotanto whiskettino ci somministra generosamente anche una pletora di informazioni: distillato il 20 ottobre del 1989 e imbottigliato il il 26 settembre del 2016 ha quindi passato oltre 26 anni in una botte ex-bourbon. Il grado alcolico in realtà è molto basso, giusto poco sopra uno striminzito 40%: dal momento che questo whiskettino non è stato diluito, il povero barile faceva probabilmente più acqua della difesa della Juventus a Cardiff. Continue reading “Bunnahabhain 1989 (40.3%, C&S, 2016)”

La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!

La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!

WhatsApp Image 2018-06-03 at 22.59.05Bene, a questo punto, dopo una mattinata piena di Laphroaig, ci mettiamo in viaggio verso il nord dell’isolotto. Sotto la sobria guida del Marcio che era stato lontano dall’alcol in mattinata, raggiungiamo in qualche modo Bruichladdich. Prima di scendere dall’auto siamo oltremodo esaltati e stiamo ancora cantando a squarciagola questo capolavoro della musica mondiale, quando il sempre sobrio Muschio si mette a tirare una pallonata molesta in auto che rimbalza clacson facendoci fare la classica figura barbina con gli altri turisti nel parcheggio. Questo evento ci riduce tutti a più miti consigli e cerchiamo di darci un tono sobrio quando scendiamo dal veicolo ed entriamo nel whisky shop. Non abbiamo moltissimo tempo, che poche ore dopo abbiamo prenotato una visita a Kilchoman. Per non saper che fare, quindi, ci mettiamo a bere assetati al bancone. Purtroppo non abbiamo tempo per un tour, ma ci dedichiamo agli imbottigliamenti disponibili in distilleria. Alle parole della tizia al bancone “potete provare gratuitamente tutto quello che è sotto le 200 sberle” Magalli strabuzza gli occhi come un pazzo assatanato, Muschio piomba al suolo in preda a convulsioni e l’Esperto si lecca i baffi. Io invece esprimo tutte queste reazioni in sequenza. L’unico tristo e poverello rimane il Marcio, che essendo il guido designato non può bere. Continue reading “La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!”

Bunnahabhain 1980 (46.6%, SD, 2014)

Bunnahabhain 1980 (46.6%, SD, 2014)

P_20171011_104450_vHDR_Auto-01Un nuovo Babadabubi, questa volta imbottigliato da Speciality Drinks nel 2014. Questo Bunnahabhain 1980 è un single cask (sì sì, ve lo do il numero del barile: 847945, giocatevelo adesso!) è stato maturato in un barile ex-sherry per oltre 34 anni e imbottigliato a 46.6%. Non so molto altro tranne che già solo leggendo queste informazioni sono pompato come dopo aver visto Thor Ragnarock. Dai, concedetemelo, è uno dei migliori film Marvel mai fatti e di sicuro il migliore su Thor! In ogni caso, è stato uno dei whiskettini che mi sono portato nel mio recente viaggetto in Irlanda e la foto che vedete è stata scattata agevolmente a Keem Bay, su Achill Island. Perché ve lo dico? Così, perché ho in fondo una vocazione da guida turistica con un pessimo senso dell’orientamento e perché davvero è uno di quei posti che lasciano senza fiato. E non per il mio scarso allenamento al trekking. Insomma, con un paesaggio così spero che il Babadabubi quinon deluda! Continue reading “Bunnahabhain 1980 (46.6%, SD, 2014)”

Bunnahabhain 1987 (49.1%, TAA, 2014)

Bunnahabhain 1987 (49.1%, TAA, 2014)

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Bunnahabhain 1987 per The Auld Alliance. Sullo sfondo, il clamoroso Metallo Urlante di Valerio Evangelisti. Perché questo Bunna piacerebbe pure a Nicolas Eymerich.

Oggi mi tratto bene, che ho nel bicchiere una chicca da collezione: solo 99 bottiglie per questo Bunnahabhain 1987 imbottigliato per The Auld Alliance di Singapore. Il Babadabubi è piuttosto maturo (27 anni), imbottigliato nel 2014 a un poco equatoriale grado alcolico di 49.1%. The Auld Alliance è uno dei più rinomati whisky bar del mondo, al punto tale da potersi permettere di selezionare e imbottigliare whiskettini in proprio. Non ci è dato sapere il tipo di botte usato per l’invecchiamento, ma a giudicare dal colore posso immaginare un ex-bourbon, forse. A questo punto mentre mi accingo a trangugiarlo mi voglio immaginare in infradito a guardare l’oceano su una spiaggia malese. Ovviamente con in mano un Bunnahabhain.

Ah, nota di colore che c’entra poco e niente: ho provato anche dei whisky del sudest asiatico durante alcuni viaggi nella regione (il famigerato Mekong, ad esempio). Qui i miei pensieri riguardo a uno dei migliori di questa categoria.

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Bunnahabhain 18 Y.O. (46.3%, OB, ca. 2014)

Bunnahabhain 18 Y.O. (46.3%, OB, ca. 2014)

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Badababubi XVIII. Immaginatevi una botte di sherry in vacanza al mare.

Aaah, un nuovo Babadabubi! Era da un po’ che non ne assaggiavo, e sì che questa distilleria mi sconfinfera come insultare malamente il prossimo sconfinfera a Gordon Ramsay. Questo whisky, accanto al già recensito Bunnahabhain XII, fa parte del core range della distilleria col Capitan Findus sul logo. Oltre a questi due, la distilleria ci offre magnanimamente un 25 e un 40 anni che, visto il prezzo ingestibile quanto una predica di Paolo Brosio dopo l’ennesimo viaggio a Medjugorje, probabilmente non recensirò. Ambrato, non colorato né filtrato, il buon Bunna è imbottigliato, come il suo fratellino minorenne, a 46.3% dopo aver passato oltre 18 anni in botti ex-bourbon ed ex-sherry. Come sarà questo nuovo prodotto della meno torbata delle distillerie di Islay? Mi pare che questa domanda sia più retorica del discorso di Bill Pullman in Independence Day, ma tant’è.

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Bunnahabhain 12 Y.O. (46.3%, OB, 2015)

Bunnahabhain 12 Y.O. (46.3%, OB, 2015)

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Bunnahabhain 12. Il whisky preferito dal Capitano Findus.

NEW! English version HERE!

Bunnahva… Bunnabababa… Babadabubi… Bunnahabhain! La meno pronunciabile tra le otto distillerie attive su Islay, Bunnahabhain (si dice buu-na-he-venn apparentemente) produce uno dei whisky più delicati dell’isola: il fumo di torba è infatti quasi assente o comunque molto sottile nei distillati prodotti normalmente qui (con alcune eccezioni). Non ci sono mai stato, ma un viaggio sull’isoletta dove la distilleria risiede è sicuramente tra le mie prossime mete. Passiamo alle classiche brevi info sulla distilleria! Nel core range oltre a questo 12 anni ci sono un ottimo 18 anni, un 25 anni (mai provato) e un NAS, il Toiteach, che essenzialmente è un giovane Bunna torbato. La distilleria appartiene dal 2003 al gruppo Burn Stewart Distillers, assieme a Deanston e Tobermory. Dopo questa data il prodotto di queste distillerie (Bunna compresa ovviamente) ha subito un drastico rebranding, e i whisky di queste distillerie sono stati rilanciati arrivando ai recenti fasti. Il tasso alcolico è stato alzato e con esso sono state abbandonate la filtrazione a freddo e la pratica di colorare il whisky con E150. Ma non basta una corda per fare un impiccato, come dice Sentenza. C’entra qualcosa con il resto? Assolutamente no, quindi procediamo oltre con la recensione. Continue reading “Bunnahabhain 12 Y.O. (46.3%, OB, 2015)”