A Tasting of Ice and Fire: A review of ALL Game of Thrones Whiskies

A Tasting of Ice and Fire: A review of ALL Game of Thrones Whiskies

In this early 2019 Diageo decided to ride along a Dothraki horde the incredible hype for the launch of the last season of Game of Thrones releasing a limited series of whiskies dedicated to the Great Houses of Westeros. And the Night’s Watch, because why not.

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Clynelish 1996 (48%, LMDW, 2017)

Clynelish 1996 (48%, LMDW, 2017)

Quando mi sono trasferito a Parigi a fine 2017 non ho potuto fare a meno di passare dalla Maison du Whisky, il leggendario negozio di Rue d’Anjou. Ammirato e con la lingua a penzoloni tra bottiglie incredibili e sensuali, addocchiai incuriosito la Collective Collection, una selezione di whiskettini fatta proprio dalla Maison. A differenza della collezione Artist (di cui ho recensito un ottimo Clynelish qui), ormai stabilmente sinonimo di whiskettini single cask di gran qualità e di gran classe, questa nuova selezione presenta assemblaggi di barili (da qui il nome). Consigliato da un ottimo commesso che mi fa snasare la sua bottiglia dall’armadietto, io mi butto su questo Clynelish del 1996. Il ventenne in questione è la bottiglia Collective Collection #1.3, ed è il frutto del matrimonio di due barili ex-sherry. E “Blessed Be the Fruit“, come direbbero a Gilead, ma probabilmente subito dopo mi fucilerebbero per aver bevuto dell’alcol. Sulla bottiglia, come sulle altre della collezione, c’è un dipinto: alcuni artisti contemporanei con background diversi hanno lavorato indipendentemente sulle etichette delle diverse bottiglie. Il Clynelish qui si becca un “October in Paris“, di James Purpura, un colorista americano che “dipinge la musica”, traducendo i suoni che ascolta in immagini. Ci fosse Bonolis a questo punto comincerebbe a ripetere “sinestetico” per una dozzina di volte, il Conte Mascetti invece indicherebbe lo scappellamento a destra. E il whisky? Sarà sinestetico pure lui? O magari solo si vede che stuzzica? Continue reading “Clynelish 1996 (48%, LMDW, 2017)”

Un blind tasting coi Sopranos (Parte Prima)

Un blind tasting coi Sopranos (Parte Prima)

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“You woke up this morning, got yourself a gun. Mama always said you’d be the Chosen One.”

Avete anche voi un amico che vuole male al vostro fegato? Ecco, io ne ho diversi. Uno di questi è un tenebroso omone calabrese in trasferta permanente a Monaco di Baviera. Per proteggere la sua identità e per ricordare la sua sugosa passione naturalista per questo grosso carnivoro, lo chiamerò qui Orso Calabro. Con questo magnifico esemplare di urside qui ci siamo spesso ritrovati a dissertare su quanto clamorosamente fantastica e complessa sia la serie The Sopranos. Ricordo serate amburghesi passate a insultare Uncle Jun, a esaltare i capelli di Silvio Dante, a sognare la Meadow delle ultime stagioni. Complice dunque un recente acquisto in comune, il nostro eroe è stato così generoso da donarmi un massiccio set di otto (OTTO!) sample. Rimembrando romanticamente il nostro infognamento per la serie americana menzionata prima, ha subdolamente evitato di dirmi cosa fosse cosa e ha appiccicato su ogni bottiglietta un’etichetta col nome di un personaggio dei Sopranos. Conscio della mia incapacità, per sbeffeggiarmi pubblicamente mi ha invitato ad assaggiarli alla cieca e a pubblicare il risultato sul blogghettino. Accetto tremebondo la sfida e mi accingo a fare questo blind tasting a casa dei Sopranos! Continue reading “Un blind tasting coi Sopranos (Parte Prima)”

Clynelish 1995 (54.2%, LMDW, 2015)

Clynelish 1995 (54.2%, LMDW, 2015)

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Clynelish 1995 da La Maison du Whisky. Scozia e Francia stile Auld Alliance.

Clynelish: Civil War part 2. Siamo al secondo Clynelish della serata. Ventenne pure lui, è stato distillato nel 1995 un anno dopo del fratello già recensito ed è stato selezionato dai francesissimi imbottigliatori della Maison du Whisky, uno dei più grandi importatori e distributori di whiskettini in Francia. In questo caso la Maison funge anche da imbottigliatore indipendente, e questo Clynelish fa parte della linea Artist, rilasciata annualmente e che propone nuovi e particolari imbottigliamenti, tutti bellissimi e con delle fantastiche stampe di artisti sul retro. È un single cask invecchiato completamente in un barile ex-sherry (ci dicono refill sherry, e questa è caratteristica fondamentale). Se lo compariamo al Cadenhead appena recensito, i due whisky sono il risultato di due strategie di educazione del malto molto differenti, che pure vanno nella stessa direzione. Ora la domanda che immagino tutti (ma proprio tutti) si stiano facendo è: sarà questo matrimonio franco-scozzese fruttuoso come la mai dimenticata Auld Alliance organizzata nei bei tempi andati da quel belloccio di Re Filippo?

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Clynelish 1994 (55.4%, CA, 2015)

Clynelish 1994 (55.4%, CA, 2015)

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Clynelish 1994 Wood Range: davvero non malaccio come regalo di compleanno!

Clynelish è una di quelle distillerie il cui solo nome mi fa venire la più classica e fumettistica delle acquoline in bocca. Pochissime delusioni, tanti innamoramenti. Visti i recenti successi nel panorama cinematografico e supereroistico di battaglie tra personaggi fino a poco prima inseparabili bffs, oggi ho deciso di confrontare due versioni di questo malto e di metterle a battagliare tra loro. Una specie di Clynelish: Civil War. Ora, entrambi questi virgulti della simpatica distilleria di Brora hanno vent’anni, entrambi sono single cask frutto di imbottigliamenti indipendenti, ma le similitudini finiscono qui. La loro vitaccia prima di finire trangugiati da me è stata infatti profondamente diversa. Cominciamo dal primo, un vintage 1994 imbottigliato da Cadenhead. Fa parte della Wood Range series, dove gli imbottigliatori rifiniscono il distillato in barili ex-qualcosa. Ovviamente non filtrato né colorato, è stato imbottigliato a cask strength (55.4%). Dopo aver passato una tranquilla gioventù in barili ex-bourbon ha subito una rifinitura in un barile ex-sherry (first fill, dico io). Su quanto a lungo questa rifinitura sia durata purtroppo ne sappiamo meno del proverbiale e sempre più depresso Jon Snow.
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Clynelish 1997 (46%, SV, 2015)

Clynelish 1997 (46%, SV, 2015)

Hey hey hey! Nuovo giro, nuovo whiskettino! Questa volta presento un whisky delle Highlands, di un’altra distilleria che amo molto. Viene dalla distilleria Clynelish, distillato nel 1997 e imbottigliato nel 2015 dagli imbottigliatori indipendenti della Signatory Vintage. Siccome è il primo Signatory che presento, spendo le classiche due parole su questi imbottigliatori. Sono un gruppo nato a Edimburgo, e nel frattempo sono diventati talmente grandi da potersi permettere di acquistare la distilleria Edradour. Fanno uscire ogni anno molte edizioni di whisky in principalmente tre “collezioni”: quella standard, un-chillfiltered, e cask strength. Ogni tanto fanno uscire una collezione speciale in decanter, ma queste son di solito rare perle che si spera non vadano ai porci. I loro whisky, nonostante siano molto spesso single cask, sono relativamente abbordabili come prezzo. Clynelish invece si trova a Brora, nelle ex colonie meridionali vichinghe della Sutherland (confusamente, la parte settentrionale delle Highlands). La distilleria di per sé fa parte del gruppo Diageo, e l’edizione base è un Clynelish 14 (buonino pure lui). Questo che abbiamo qui invece è un whisky un poco più vecchio dell’OB. Ha 17 anni, è imbottigliato a 46%, non è colorato né filtrato (per le signorine Fletcher tra voi, esatto, fa parte della collezione un-chillfiltered).  Continue reading “Clynelish 1997 (46%, SV, 2015)”