Glendronach 15 Revival: Old vs New

Glendronach 15 Revival: Old vs New

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Il Glendronach 15 Revival è stato per qualche periodo una delle più grasse godurie a prezzo contenuto per gli amanti di whiskettini invecchiati in sherry. Grande fu lo scoramento della Gilda Spaziale e dell’Impero tutto quando la distilleria delle Highland decise di chiudere i rubinetti di questa spezia maltata, e molti corsero ai ripari conducendo raid impropri tra mille negozi e rivenditori, facendo piazza pulita delle bottiglie per fini beverini e, tragicamente, speculativi. Alla notizia che la distilleria avrebbe re-introdotto una versione moderna di questa sherry bomb ormai divenuta fossile fece venire un colpo al cuore agli appassionati come quando J. J. Abrahams annunciò Episodio VII. Ma sarà all’altezza dell’originale, si chiedevano in molti? Sarà vera gloria o solo una trovata commerciale acchiappapolli? A me l’ardua sentenza!

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Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018

Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018

Il Whisky Live Paris è uno dei più grandi festival whiskettari in Europa, ed abitando qui a Parigi non potevo esimermi dall’ubriacarmi malamente dal visitare attentamente questo show pazzesco. A differenza di altri festival qui si paga un biglietto di ingresso più costoso: 60 euro per un “discovery pass” e 120 per l’accesso all’area VIP. Essendo io un povero ricercatore tirchiarello mi sono limitato al discovery pass, che includeva comunque accesso a moltissimi stand e… bevute illimitate! Insomma, mi ci fiondo con grande attesa. Organizzato benissimo, il festival si trova nella bella cornice della Cité de la Mode et du Design, un bell’edificio sul bordo della Senna. Ci sono molti stand dedicati alle varie distillerie e la prima che incontro è Belgian Owl, il whiskettino prodotto nella distilleria belga che da tempo immemore cerco di visitare. Purtroppo essendo io su alcune cose organizzato quanto Paperoga non riesco mai ad organizzare un weekend a Fexhe-le-Haut-Clocher… Ma anche per questo esistono i whisky festival! Quindi è proprio dal Belgio che parte la mia avventura al mio primo Whisky Live: e come vedrete, sarà un’avventura luuuuunga e beverina! Continue reading “Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018”

Glendronach Galore

Glendronach Galore

P_20170910_202745_vHDR_Auto-02Glendronach, una delle distillerie che più fanno uso di barili saturi di torbido, violento, sozzo e deliziossimo sherry. Quest’oggi ho deciso che non me ne basta uno, ma come un ghiotto Whinny the Pooh davanti al suo miele saturo di stupefacenti, me ne verso ben tre. Son tutti versioni single cask del malto delle Highlands, famoso come accennato per i suoi invecchiamenti in cui lo sherry ha la moderazione di Ramsay Bolton. Ogni anno Glendronach rilascia questi imbottigliamenti speciali specificandone il vintage, e oggi assaggio tre millenovecentonovantatré. Come i celebri trentatré trentini che entrarono a Trento, trotterello verso i tre bicchieri da me predisposti. Non posso che quindi tacitarmi e andare deciso e con cattive intenzioni verso le mie multiple tasting notes di difficile pronuncia. E ho appositamente usato uno scioglilingua con molte “r”, visto che nella vita reale non riesco a dirle. Maledetto rotacismo.

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Glendronach 18 Y.O. Allardice (46%, OB, 2015)

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Glendronach 18 anni Allardice. Sullo sfondo un libretto rosso come il whisky: un assurdo quanto divertente “Das Känguru-Manifest” di Marc-Uwe Kling.

Me l’ero ripromesso e finalmente metto le grinfie su questo diciottenne: Glendronach 18 anni, dedicato a James Allardice, il mitico fondatore della distilleria, uno dei primi a usare botti ex-sherry per invecchiare il malto. E Glendronach ha fatto davvero tesoro di questa innovazione, un po’ come Biscardi della tecnologia del moviolone. Come il 12 anni Original e il buon vecchio e rimpianto 15 anni Revival già recensiti, il Glendronach 18 anni Allardice è invecchiato interamente in botti ex-sherry (Oloroso). Fa parte del core range della distilleria, ed è un gran classico per gli amanti della rifinitura in sherry: imbottigliato a un rotondo 46% di alcol, non è filtrato né colorato, dunque la grande bellezza del colore è tutta abbronzatura dovuta alla pesante influenza delle botti di Oloroso. Ha un bel colore rosso/arancio carico. Sexy e oleoso, mi sembra carico come Zaza prima di tirare il rigore contro la Germania all’Europeo del 2016. Spero vivamente che il risultato non sia lo stesso. Continue reading “Glendronach 18 Y.O. Allardice (46%, OB, 2015)”

Glendronach 12 Y.O. Original (43%, OB, 2015)

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Glendronach 12, ottima “sherry experience” a un prezzo ragionevole!

Nuovo giro, nuovo Glendronach che mi son preso bene. E poi qui ad Amburgo fa freddazzo e il clima pseudo invernale mi pare sia davvero adatto ai whiskettini invecchiati nello sherry. Questo Glendronach è stato invecchiato per ben 12 anni solamente in barili ex-sherry. Per essere precisi, in una combo di di barili ex-oloroso ed ex-PX (Pedro Ximénez). Il primo tipo di sherry è quello usato per la maturazione, ad esempio, del vecchio 15 anni Revival, ed è uno sherry, secco, forte, fragrante. Il secondo, invece, è uno sherry da dessert, molto dolce. Non c’è nessuna informazione sul rapporto di questi barili, né se questi fossero first o second fill quando il distillato vi è stato introdotto. Dodici anni schiavo dello sherry, in ogni caso. Alcuni amici me l’hanno consigliato caldamente, e ovviamente io non posso che accettare il loro bollente invito ad assaggiarlo. Anche perché se non lo faccio mi arrivano lettere minatorie, quindi senza pressione alcuna proseguo con la recensione. Continue reading “Glendronach 12 Y.O. Original (43%, OB, 2015)”

Glendronach 8 Y.O. The Hielan’ (46%, OB, 2015)

Glendronach 8 Y.O. The Hielan’ (46%, OB, 2015)

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Glendronach 8, the Hielan’. In pratica miniatura artigianale.

Avevo promesso ormai eoni or sono di fare diverse recensioni sul Glendronach core range. Ovviamente poi, come il corbucciano smemorato di Collegno (deh, che citazione gratuita da finto cinefilo), me ne scordai. Nel frattempo mi sono accaparrato un sample del più giovane rappresentante della famigliola, l’ottenne Hielan’. Il curioso nomignolo affibbiatogli dal potente e oscuro ufficio marketing è molto evocativo e sembra quasi quello di un Fremen di Arrakis. Significa invece più prosasticamente “Highlands“(la regione dove si trova la distilleria) nel dialetto locale. Degno di nota è, in questa nostra moderna era tempestata da Michael Bay e da non-age statements, l’onesta dichiarazione dell’età: 8 annetti non sono tantissimi ma sai mai che non sia un crack. Lanciato nell’estate dello scorso anno, questo giovincello certo non è stato fatto per rimpiazzare filosoficamente l’ottimo pensionato e mai troppo rimpianto 15 anni Revival. Si differenzia infatti dal suo ziastro non solo per l’età quasi dimezzata, ma anche nell’invecchiamento. E quindi  se volete saperne di più SBAM! Beccatevi il resto della recensione.  Continue reading “Glendronach 8 Y.O. The Hielan’ (46%, OB, 2015)”

Glendronach 15 Y.O. Revival (46%, OB, 2013)

Glendronach 15 Y.O. Revival (46%, OB, 2013)

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Glendronach 15. “I do like a bit of whisky with my sherry“.

Lui: “Say my name.”
Io: “Ma… non saprei… ”
Lui: “You know. You know exactly who I am. Now, say my name.”
Io: “…Glendronach. ”
Lui: “You’re goddamn right.”

Comincio così questa nuova recensione su uno dei whisky che mi hanno fatto innamorare dell’invecchiamento in barili ex-sherry. Questa è la prima di una serie di recensioni che dedico a Glendronach, la distilleria delle Highlands famosissima per l’invecchiamento in botti ex-sherry del suo intenso whisky. Presento oggi l’amato (e recentemente rimpianto, vedi sotto) Glendronach 15 Revival. Prossimamente recensirò altri tre whiskettini del core range con un age statement: il 12 anni Original, il 18 anni Allardice, e il 21 anni Parliament. Glendronach ha lanciato anche un 8 anni (Hielan), che non ho ancora avuto sotto mano/naso e che provvederò a recensire non appena lo acchiapperò. Nelle mie obbligatorie due parole sulla distilleria posso accennare che Glendronach fa parte della compagnia BenRiach (che oltre a BenRiach e Glendronach possiede anche Glenglassaugh) e che prende il nome dalla fonte Dronac, da cui attinge l’acqua usata per fare il whisky. I Glendronach sono famosi per essere delle sherry bomb, cioè stracarichi dell’influenza dei barili ex-sherry, in cui invecchiano parzialmente o totalmente.

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