Kilchoman 100% Islay: 2015 vs 2018

Kilchoman 100% Islay: 2015 vs 2018

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Kilchoman is Islay’s small “farm distillery”, and as such it pays a great deal of attention to the ingredients, in particular to the barley used in whisky production. One of the most successful products from this distillery is the Kilchoman 100% Islay: as the name says, this one is produced with barley exclusively grown on the island of Islay. Moreover, the Kilcho-men completed every step of whisky-making at the distillery, from the malting to the bottling. It’s a nice concept, and it is meanwhile a pretty established annual release in the nice Kilchoman range, as the first one came out already in 2011. I am always curious on how editions evolve and on how whiskies compare to each other, so today I decided to stare at a fight between two versions, and will share with you my thoughts while the samples of the 5th and the 8th releases will punch each other in the malts.

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La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!

La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!

WhatsApp Image 2018-06-03 at 22.59.05Bene, a questo punto, dopo una mattinata piena di Laphroaig, ci mettiamo in viaggio verso il nord dell’isolotto. Sotto la sobria guida del Marcio che era stato lontano dall’alcol in mattinata, raggiungiamo in qualche modo Bruichladdich. Prima di scendere dall’auto siamo oltremodo esaltati e stiamo ancora cantando a squarciagola questo capolavoro della musica mondiale, quando il sempre sobrio Muschio si mette a tirare una pallonata molesta in auto che rimbalza clacson facendoci fare la classica figura barbina con gli altri turisti nel parcheggio. Questo evento ci riduce tutti a più miti consigli e cerchiamo di darci un tono sobrio quando scendiamo dal veicolo ed entriamo nel whisky shop. Non abbiamo moltissimo tempo, che poche ore dopo abbiamo prenotato una visita a Kilchoman. Per non saper che fare, quindi, ci mettiamo a bere assetati al bancone. Purtroppo non abbiamo tempo per un tour, ma ci dedichiamo agli imbottigliamenti disponibili in distilleria. Alle parole della tizia al bancone “potete provare gratuitamente tutto quello che è sotto le 200 sberle” Magalli strabuzza gli occhi come un pazzo assatanato, Muschio piomba al suolo in preda a convulsioni e l’Esperto si lecca i baffi. Io invece esprimo tutte queste reazioni in sequenza. L’unico tristo e poverello rimane il Marcio, che essendo il guido designato non può bere. Continue reading “La mia prima Islay – Parte 3: Bruichladdich, Kilchoman, Bunnahabhain e ciao, Islay ciao!”

Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

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Ho vissuto ad Amburgo per quasi sei anni, è stata clamorosamente casa mia. Qui ho iniziato questo viaggio nella deficienza epatica che la mia passione per il whisky, e qui ogni tanto torno per motivi vari. Lo scorso weekend ci sono stato, tra le altre cose, anche per vedere “il più grande whisky festival del nord della Germania“. Che a dir la verità suona un po’ come “il più alto poliambulatorio del Canavese“, ma tant’è. In ogni caso, torniamo al festival: Hanse Spirit 2017. E dire che quando ero qui non ci ero mai stato! La location è quella solita delle fiere nella città anseatica: l’enorme Messhalle, un complesso che per qualche tempo aveva anche ospitato molti rifugiati siriani negli anni scorsi. Ma oggi ospita whisky! Tanti gli imbottigliatori indie presenti, e su di loro mi concentrerò nella mia visita in solitaria alla fiera. In solitaria? Sì, perché oggi non sono riuscito a trascinare nessuno dei miei amici a rinunciare a parte della loro salute per accompagnarmi  alla kermesse. Kermesse che costa 15 euro, prezzo più o meno in linea con quello di altri whisky festival.

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Kilchoman Machir Bay (46%, OB, 2015)

Kilchoman Machir Bay (46%, OB, 2015)

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A sx il Baia Machir, a dx la bottiglia da whiskybase.

Era da un po’ che non mi avventuravo nei torbatissimi meandri della produzione Kilchomaniana, ed eccomi dunque a riprendere in mano un campione di questa giovanissima distilleria delle Ebridi (ebridese? ebridosa?). Il whiskettino in questione prende il nome dalla baia di Machir, che si trova davanti alla distilleria di Islay. Invecchiato in botti ex-bourbon e in parte anche ex-sherry (Oloroso), è da qualche anno (dal 2012) il cavallo di battaglia dei Kilcho-men. Un po’ come l’urlo “Moooseca” per l’agitatissimo Enrico Papi di Sarabanda. Lo stesso sito della distilleria lo definisce la “nave ammiraglia” della distilleria, e questa è la . Il Machir Bay non è né filtrato né colorato, e propone un’interessante combo di giovane malto torbato (dovrebbe essere sui 5-6 anni, si vocifera) con un cuore dolce di sherry. Orsù, oggi non mi sento troppo ispirato con i preliminari, meglio procedere con la recensione. Continue reading “Kilchoman Machir Bay (46%, OB, 2015)”

Kilchoman 2011 Madeira Matured (50%, OB, 2015)

Kilchoman 2011 Madeira Matured (50%, OB, 2015)

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Kilchoman 2011-2015: un quattrenne ubriaco di Madeira.

Un’altra simpatica versione del malto proveniente dalla più giovane distilleria di Islay: Kilchoman. Analogamente alla distilleria stessa, questo whiskettino è piuttosto giovane: solo 4 anni! Poco più che un infante, dunque, ma con una particolarità: è un infante ubriaco di Madeira, grazie alla maturazione effettuata per quattro anni in 17 barili che avevano precedentemente contenuto il potente vino liquoroso di Madera. E non solo, per far tutto bene e senza quelle mezze misure che proprio non vanno giù a tipi come Mike Ehrmantraut, i Kilcho-men hanno usato barili ex-Madeira first fill. Tra il fumo prepotente dei giovani Kilchoman e la dolcezza spensierata e fruttata del Madeira qua si rischia di innamorarsi come neanche Sarah Connor di Kyle Reese. 

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Kilchoman Loch Gorm #4 (46%, OB, 2016)

Kilchoman Loch Gorm #4 (46%, OB, 2016)

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Kilchoman Loch Gorm 4th edition. Bestia carica di torba e sherry.

Dr. Animal Cannibal Pizza: “Ed ora… descrivimi il tuo più sozzo, succulento, sanguinario, sadico, squallido, sexy, stupido, spavaldo, sinistro, schifoso e sporco sogno!”

Io, debolmente: “… Kilchoman… Loch Gorm…”

Dopo questa introduzione mutuata da un capolavoro della cinematografia mondiale, due parole sulla simpatica e rampante distilleria di Kilchoman. È la più artigianale Islay, e la prima ad essere aperta sull’isola da 124 anni: la distilleria è anagraficamente giovanissima, dal momento che produce distillato di malto solamente dal 2005. Cercano inoltre di fare tutto in casa, un po’ come la nostra cara Banca Primavera, e persino l’orzo è quasi interamente quello prodotto dalla vicina fattoria di Rockside. I prodotti della distilleria hanno tutti un carattere fortemente torbato che ben si sposa con la giovinezza del prodotto. Inoltre, i simpatici Kilcho-men hanno fatto di necessità virtù e hanno provato a insaporire ulteriormente il loro giovane distillato sperimentando molto con diversi e originali tipi di barili per l’invecchiamento, usando di volta in volta barili ex-sherry, ex-porto, ex-madeira, ex-machina, ex-aequoex-fidanzata, ecc.  Continue reading “Kilchoman Loch Gorm #4 (46%, OB, 2016)”