La mia prima Islay – Parte 2: Lagavulin Sensory Experience e Laphroaig Warehouse Tasting

La mia prima Islay – Parte 2: Lagavulin Sensory Experience e Laphroaig Warehouse Tasting

 

Proseguiamo dunque un poco alticci ma sempre meno barcollanti la nostra passeggiatina verso la distilleria che più di tutte, forse, urla torba e Islay: l’iconica Lagavulin. È una delle mie preferite in assoluto, ed è quindi pieno di eccitazione che accompagno la Compagnia dello Schifo mentre facciamo la nostra imbarazzante entrata in distilleria. Tra le altre cose io mi prendo un sacco di insulti perché ho fatto arrivare tutti mezzora prima sbagliandomi clamorosamente sull’ora di inizio del tasting, facendo perdere a tutti mezzora di Ardbeg. Mugugno a bassa voce le mie tremebonde scuse e spero che presto questo tasting di Lagavulin possa far alticciamente dimenticare i miei torti. Il Sensory Tasting è un’esperienza decisamente interessante: ci vengono messi di fronte ben 5 drams: Lagavulin 16, Lagavulin Distillers Edition, Lagavulin 8, Lagavulin Jazz Festival 2017 e Lagavulin 12. Accanto a questi ci danno degli altri campioni pieni di essenze che si possono (o si dovrebbero potere) trovare nei whiskettini offertici: dal sale alla torba (non proprio scelta felicissima, che la torba non sa di niente di per sé), dalla vaniglia al legno impregnato di sherry. È stata un’esperienza veramente interessante, dovrei farla più spesso… E poi ho potuto assaggiare l’edizione limitata che Lagavulin ha fatto uscire per Jazz Festival del 2017! Continue reading “La mia prima Islay – Parte 2: Lagavulin Sensory Experience e Laphroaig Warehouse Tasting”

Laphroaig 1998 (54.8%, MoS, 2016)

Laphroaig 1998 (54.8%, MoS, 2016)

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Laphroaig 1998-2016: un capolavoro. Sullo sfondo, il Palazzo del Louvre.

Visto che ho recentemente organizzato con dei pazzi scatenati un weekend lungo a Islay a inizio giugno, non trovo di meglio da fare che immergermi nella Vorfreude e recensire un altro bel Laphroaig! Quello di oggi è un imbottigliamento indipendente un Laphroaig del 1998, imbottigliato nel 2016 da Malts of Scotland (questo qui, per intenderci). Malts of Scotland, di cui ho già recensito un paio di whiskettini, è un attivissimo imbottigliatore tedesco che dal 2005 ha messo in bottiglia un sacco di single casks (whiskybase parla di oltre un migliaio di imbottigliamenti, boia de’). Il Laphi di oggi ha dunque diciotto (o diciassette?) anni, non è filtrato ed è imbottigliato a grado pieno (54.8%) come parte del “Warehouse Range“, una collezione disponibile solamente nel negozio di Malts of Scotland a Paderborn. Che poi porca miseria, io ci andrei anche a Paderborn, ma si trova nel Triangolo delle Bermude tedesco, vicino al fantomatico comune di Bielefeld per intenderci! Insomma, visitare la loro “stylish warehouse” per ora è fuori discussione, vediamo di gustarci piuttosto questo sample scampato alle grinfie dei produttori.

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Laphroaig Cairdeas (51.6%, OB, 2016)

Laphroaig Cairdeas (51.6%, OB, 2016)

P_20180115_211635_vHDR_On-01Ogni anno l’ottima distilleria di Islay che inizia con la L. (no no, non quella, l’altra!) rilascia degli imbottigliamenti speciali per i Superamici di Laphroaig. Questi imbottigliamenti si chiamano infatti Cairdeas, che nell’antica parlata di Bonzo di Groscavallo e per puro caso pure in Gaelico significa amicizia. Il Cairdeas di oggi è il Laphroaig Cairdeas 2016, che acquistai a tempo debito in quanto pur’io Superamico di Laphroaig. Che poi per diventare Superamici basta pigliarsi una bottiglia e compilare un modulo online: son finiti i tempi in cui Batman ti faceva il colloquio e se non parlavi ai pesci o non andavi in giro in calzamaglia nemmeno ti prendevano in considerazione. Ma torniamo a questo whiskettino: a differenza dei Laphroaig del core range, il simpatico Laphi Amicizia (fa un po’ Trattoria degli Amici, detta così) è rifinito in botti ex-Madeira, un vino fortificato famoso per le sue botti a forma di Cristiano Ronaldo e per il suo particolare metodo di produzione, l’estufagem. Detto questo, è imbottigliato a un violento 51.6%, che la violenza come si sa a Laphroaig è di casa. Non colorato e nemmeno filtrato, era disponibile, come tutti i Cairdeas, direttamente sul sito della distilleria.

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Laphroaig 10 Y.O. Cask Strength (59.2%, OB, 2016)

Laphroaig 10 Y.O. Cask Strength (59.2%, OB, 2016)

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Laphroaig 10 Cask Strength batch #008: un mostro di goduria che ritorna ogni anno. Sullo sfondo “Lui è tornato”, un libro su cui non posso ancora esprimere un giudizio visto che non l’ho ancora letto… ma il titolo mi sembrava appropriato.

Come ogni anno, Laphroaig rilascia gli imbottigliamenti del Laphroaig 10 anni Cask Strength, e finalmente riesco a recensire la versione 2016, ovvero il batch #008.

Ok, lo so, lo so che sono in ritardo e che è già uscita la versione 2017. Non posso farci niente però, ci sono troppi whiskettini da assaggiare… ah, che vitaccia!

Avevo già provato il batch #007 uscito nel 2015 e mi era davvero piaciuto, nonostante qualche cattiva recensione di alcuni miei amici whiskettari. Ma insomma, l’anno scorso durante le convulse settimane dopo la sua uscita, quando le bottiglie sparivano dal sito anglosassone come neanche la Gran Bretagna dall’EU, mi feci prendere la mano e ne ordinai una bottiglia. E sì, mi piacciono i passati remoti a caso. In ogni caso, me lo sono versato nel bicchiere alla faccia di Brexit.

Se non l’avete ancora notato sì, sto cercando in questo momento spudoratamaente di allungare il brodo per meri motivi grafici, quindi tollerate per favore questa frase insostenibile quanto la leggerezza dell’ essere e allacciatevi le cinture per la recensione.

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Nel frattempo al whisky festival #1: Whiskybase Gathering 2016

Nel frattempo al whisky festival #1: Whiskybase Gathering 2016

20161126_143209-01Come anticipato, ecco un breve resoconto della mia recente visita al primo Whiskybase Gathering. Come molti di voi improbabili lettori, ho recentemente partecipato anche all’ottimo Milano Whisky Festival, ma farne un resoconto qui, dato il mio alto livello di novellinismo e l’alta densità di blogger e di appassionati, mi sembrava ridondante quanto la campagna sul referendum. Ho scelto quindi di raccontare un evento più di nicchia cui, almeno dal Belpaese, era più complicato partecipare. Whiskybase è un sito conosciuto da tutti gli appassionati di malto, la più grande community e il più aggiornato database di whiskettini dell’Orbe Terracqueo. Vi si trova di tutto, da informazioni su whisky più mainstream di Johnny Depp, fino a descrizioni di imbottigliamenti più oscuri dell’antro di Gollum. Insomma, punto di riferimento per i whiskettari di tutto il mondo, Whiskybase, è anche un negozio di whisky, che esiste fisicamente tanto quanto il mio imperituro odio per gli Ewok. Si trova a Rotterdam e proprio nell’anseaticissima città il Whiskybase Shop ha avuto l’ottima idea di organizzare per la prima volta un suo proprio, nuovo e fiammeggiante whisky festival.

Accompagnato da un prode amico (che per comodità d’ora in poi chiamerò Jancarlo Magalli) che sopporta più di altri questa mia mal(t)atissima mania, ho deciso cogliere la proverbiale palla al balzo. Unendo il dilettevole (weekend nella ribalda capitale dei Paesi Bassi) al più dilettevole (whisky festival) ho dunque preso degli scontatissimi voli per Amsterdam e mi sento ora in dovere morale di inventare di sana pianta descrivere con parole mie il festival e i whiskettini lì provati.

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Laphroaig Quarter Cask (48%, OB, 2014)

Laphroaig Quarter Cask (48%, OB, 2014)

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Laphroaig Quarter Cask, maturato in barili formato Tyrion Lannister.

Torniamo su Islay, l’isola patria del fumo di torba che tanto divide gli appassionati whiskettari. Oggi presento un NAS (No-Age Statement) di una delle distillerie principali e più famose dell’isoletta: il Laphroaig Quarter Cask. Questa review fa parte di una miniserie di recensioni in cui metto a confronto tre OB (Original distillery Bottling) di questa grande distilleria di Port Ellen. La distilleria appartiene al gruppo Beam Suntory (sì, Suntory, i giapponesi del whisky di Lost in Translation), e nel suo core range ha oltre a questo Quarter Cask, altri NAS come il Triple Wood o il PX Cask (questo disponibile nei Duty Free), oltre a storici whisky come il 10 e il 18 anni che han fatto la storia della distilleria e dei whisky di Islay. Il nome Quarter Cask descrive il procedimento di maturazione di questo giovanotto: stando alle info della distilleria, è stato maturato in classici barili ex-bourbon ma poi ha subito una seconda maturazione in barili più piccoli, grandi più o meno un quarto (duh!) dello standard. Barili nani. Barili Tyrion Lannister.

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Laphroaig 15 Y.O. (43%, OB, 2015)

Laphroaig 15 Y.O. (43%, OB, 2015)

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Laphroaig 15, un resuscitato per il 200esimo compleanno della distilleria.

Un altro Laphroaig oggi, e nientepopodimeno che un’edizione limitata! Il 2015 è stato il bicentenario della distilleria, e per festeggiare con noi, coi nostri danari e coi nostri fegati, Laphroaig ha fatto uscire una nuova edizione dello storico Laphroaig 15 anni. Questa espressione fu creata circa trent’anni fa, ma recentemente la sua produzione è stata tragicamente interrotta, facendo piangere lacrime amare a molti appassionati. In un’epoca piena di NAS e di storielle della buonanotte la semi-biblica resurrezione di questo componente della famiglia Laphroaig con età dichiarata ha suscitato acclamazioni da molte parti dell’orbe terracqueo. Il suo successone è però soprattutto dovuto alla qualità intrinseca del whiskettino, che pare sia una vera bomba. Io personalmente fallii miseramente nel comprarne una bottiglia: tergiversai troppo quando erano in incredibile sconto nel negozio vicino a casa e finirono per costare troppo anche su internet. Opto ora così per l’assaggiare il Laffi 15 in un ottimo sample datomi da un compare dei Friends of Malt Hamburg, il piccolo gruppo di maniaci locali (tutti MOLTO più esperti di me) con cui condivido questa dipendenza maltata. Continue reading “Laphroaig 15 Y.O. (43%, OB, 2015)”

Laphroaig 10 Y.O. Cask Strength (56.3%, OB, 2015)

Laphroaig 10 Y.O. Cask Strength (56.3%, OB, 2015)

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Laprhoaig 10 Original Cask Strength. Non per deboli di torba.

Chiudo questa mini-selezione di Laphroaig con un’istituzione: il Laphraoig 10 Cask Strength. Questa vera e propria bestia di mare e torba è un’espressione che la distilleria fa uscire ogni anno e che riscuote sempre grandissimo successo tra i torba-puristi (un po’ come il Lagavulin 12 C.S.). Questo è il batch #007 (James Bond special edition? Ok, questa freddura era brutta persino per me), ed è il frutto di una maturazione in barili ex-boubon carbonizzati (charred) prima di essere riempiti di distillato. È stato filtrato solo “a barriera”, per evitare che pezzi carbonizzati del barile finiscano nella bottiglia, il che non piacerebbe nemmeno ai più puristi tra i puristi. La dicitura Cask Strength, o a grado pieno in italiano, significa che il whisky non è stato diluito con acqua prima di essere imbottigliato, facendoci quindi godere della piena potenza torbata e alcolica di questo mostro delle paludi salmastre di Islay.  Continue reading “Laphroaig 10 Y.O. Cask Strength (56.3%, OB, 2015)”