Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018

Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018

Il Whisky Live Paris è uno dei più grandi festival whiskettari in Europa, ed abitando qui a Parigi non potevo esimermi dall’ubriacarmi malamente dal visitare attentamente questo show pazzesco. A differenza di altri festival qui si paga un biglietto di ingresso più costoso: 60 euro per un “discovery pass” e 120 per l’accesso all’area VIP. Essendo io un povero ricercatore tirchiarello mi sono limitato al discovery pass, che includeva comunque accesso a moltissimi stand e… bevute illimitate! Insomma, mi ci fiondo con grande attesa. Organizzato benissimo, il festival si trova nella bella cornice della Cité de la Mode et du Design, un bell’edificio sul bordo della Senna. Ci sono molti stand dedicati alle varie distillerie e la prima che incontro è Belgian Owl, il whiskettino prodotto nella distilleria belga che da tempo immemore cerco di visitare. Purtroppo essendo io su alcune cose organizzato quanto Paperoga non riesco mai ad organizzare un weekend a Fexhe-le-Haut-Clocher… Ma anche per questo esistono i whisky festival! Quindi è proprio dal Belgio che parte la mia avventura al mio primo Whisky Live: e come vedrete, sarà un’avventura luuuuunga e beverina! Continue reading “Nel frattempo al whisky festival #4: Whisky Live Paris 2018”

Blind tasting!

Blind tasting!

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I quattro Cavalieri dell’Apocalisse pronti all’assaggio. Sullo sfondo, il divertente “Whisky Galore” di C. Mackenzie, che racconta del naufragio di una nave carica di whisky su un’isola scozzese dove l’Acqua della Vita, causa razionamento delle risorse dovuto alla Seconda Guerra Mondiale, scarseggiava. Consigliatissimo!

Oggi tento un “blind tasting”: provo cioè alla cieca quattro whiskettini senza sapere cosa siano né da dove diavolo vengano. Che poi è  probabilmente la modalità migliore per essere il più possibile neutri su quello che si prova, senza essere influenzati da marca e roba simile… Tornando al tasting: i sample sono quelli che erano stati provati dalla Whisky Cup 2016, un torneo amatoriale organizzato su un forum ogni anno da gruppi di whiskymaniaci teutonici. Io facevo parte della squadra amburghese, ma mi sono trasferito in Italia prima di poter partecipare alla competizione. Mi son però tenuto i sample per provarli a parte e mettere me stesso alla Prova, come Van Damme nel celeberrimo capolavoro del cinematografò. Ah, quando combatte col cattivissimo campione della Mongolia… che goduria. E dunque eccomi qui, quasi un anno dopo, a sbevazzare e a tirare calcioni a questi sample.

Le recensioni avranno la solita struttura, ma alla fine vi delizierò con la speciale sezione “My guess“, in cui vi delizierò con i miei tentativi di identificare regione d’origine, percentuale di alcol, metodo di invecchiamento, età e distilleria.. Vi posso però subito spoilerare quanti ne ho indovinati su quattro: NESSUNO (emoticon verbale: faccina triste che piange).

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Old Pulteney 2006 (59.6%, MoS, 2016)

Old Pulteney 2006 (59.6%, MoS, 2016)

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Olod Pulteney 2006-2016 di Malts of Scotland, un giovane e rosso virgulto che promette molte gioie. Un po’ come il Sole dell’Avvenire (tra l’altro, un bellissimo libro di Valerio Evangelisti). L’immagine a dx? Da whiskybase.

Old Pulteney è una distilleria che nonostante i miei tentativi non mi ha ancora conquistato. E io, ovviamente per dovere di cronaca, non mi perdo d’animo neanche se me lo chiede l’Europa e mi verso un ulteriore whiskettino nel bicchiere: Old Pulteney 2006-2016, imbottigliato dai tedeschi di Malts of Scotland. Un giovane virgulto della distilleria di Wick dunque, imbottigliato a un tremendo 59.6% di alcol e invecchiato in un barile ex-sherry. La distilleria è famosa e apprezzata da molti maltomaniaci per il suo carattere unico e per la grande qualità dei suoi malti. Del core range finora ho solamente assaggiato l’espressione base, che non mi era dispiaciuta ma non mi aveva nemmeno lasciato a bocca aperta come il finale de I Soliti Sospetti. Che sia la volta buona che assaggerò un Old Pulteney che mi sorprenderà come ha fatto Verbal Kint? O mi dovrò invece accontentare di un qualcosa di noioso e melenso come Avatar? Continue reading “Old Pulteney 2006 (59.6%, MoS, 2016)”

Old Pulteney 12 Y.O. (40%, OB, -)

Old Pulteney 12 Y.O. (40%, OB, -)

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Old Pulteney 12, entry level della distilleria di Wick. Sullo sfondo, l’imprescindibile Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams.

Old Pulteney è una delle distillerie più a nord della Scozia: si trova a Wick, una piccola cittadina sulla costa nord-orientale. Fino a pochi anni fa era effettivamente la distilleria più nord se si escludono le isole (sulle Orcadi sono attive Highland Park e Scapa, come tutti sanno). Da quando però ha riaperto a Thurso Wolfburn, la nuova arrivata ha soffiato alla distilleria di Wick questo titolo completamente inutile con l’hashtag #stacce. Oggi assaggio l’entry level della distilleria, il famigerato Old Pulteney 12 anni. Il buon Ralfy non perde occasione per consigliarlo, io lo provai un paio di volte in qualche baretto e a dirla tutta mai mi impressionò. Ma si sa, nei baretti capita spesso che ci sia troppo fumo nell’aria o troppo alcol nel corpo e dunque riservo il mio comunque appellabilissimo giudizio alla recensione qui. L’etichetta dice: “Robust, with a delicate hint of sea air“: be’, speriamo solo che dal mare non arrivino puzzette. Continue reading “Old Pulteney 12 Y.O. (40%, OB, -)”