Port Charlotte 2007 (60.4%, ADoS, 2018)

Port Charlotte 2007 (60.4%, ADoS, 2018)

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What happens if you put together a wine cask maturation (here we go again) and a monstrously peated malt? Seeing that that’s a recent trend among some bottlers, I decided to explore it by immersing myself in a small tour de force of some whiskies displaying this peat and wine combo. In this article I’ll put on my explorer’s hat and will tell you about a Port Charlotte (2007-2018) matured in a matured in a cask that contained a red wine from the Vosne-Romanée region for over 10 years. It was bottled by Marco Bonn, the commander in chief of the German whisky shop Brühler Whiskyhaus.

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Port Charlotte PC12 Oileanach Furachail (58.7%, OB, 2016)

Port Charlotte PC12 Oileanach Furachail (58.7%, OB, 2016)

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Port Charlotte PC12 Oileanach Furachail: un nome improponibile per un whiskettino portentoso. Sullo sfondo, Magical Mistery di Sven Regener. Perché? Solamente perché il titolo mi sembrava azzeccato, il resto del libro non c’entra assolutamente niente. Ah, indovinate un po’ da dove ho preso l’immagine a sx? Da whiskybase!

Ecco qui un nuovo, giovane e prepotente frutto di Islay, un Port Charlotte PC12 Oileanach Furachail. Bruichladdich, la distilleria per molti versi sperimentale della costa occidentale di Islay, produce ben tre linee di whiskettini. Oltre agli eponimi Laddies (unpeated whisky) e i mostruosi -in senso buono, eh- Octomore (super heavily peated whisky), ci sono anche i torbati Port Charlotte (heavily peated whisky), che prendono il nome da una locale distilleria chiusa dopo la Prima Guerra Mondiale. Come al solito per maggiori info rivolgetevi qui. Il whiskettino in questione fa parte di una serie di edizioni fatte specificamente per i travel retail e imbottigliate a grado pieno. Questo qui in particolare è un 12 anni e il suo impronunciabile nome Oilean… Furach… vabe’ (Oileanach Furachail), ecco il suo nome si riferisce fumosamente all’attenzione dello studente verso il maestro durante il suo lavoro. Questa strana espressione vuole celebrare, come scritto sullo stesso sito della distilleria, Adam Hannett, head distiller di Bruichladdich dal 2015 e che sostituisce in toto il leggendario plenipotenziario e suo maestro Jim McEwan. Finite le inutili note di folklore? Sì? Allora proseguiamo. Continue reading “Port Charlotte PC12 Oileanach Furachail (58.7%, OB, 2016)”