A Michel Couvreur Masterclass

A Michel Couvreur Masterclass

Michel Couvreur is a French independent bottler, well known in the business since over 30 years. The founder, Micher Couvreur himself, passed away in 2013, but his son-in-law Cyril Dechamps and the master of cellar Jean-Arnaud Frantzen kept intact the company reputation and the quality of their product. So, since I am curious about this French bottler as little Georgie is (was?) about talking to evil man-eater clowns popping up in the sewer, I decided to participate to a masterclass organised by the Whisky Shop Paris.

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Una masterclass da Antichi Leoni (degli Spiriti)

Una masterclass da Antichi Leoni (degli Spiriti)

P_20181110_155933_LL-01Al recente Milano Whisky Festival ho deciso di partecipare a una Signora Masterclass organizzata dal grande Max Righi: la massiccia e decisiva Max’s Choice. Il tasting si prospettava una bella scampagnata nel mondo di Antique Lions of Spirits (ALOS), una collaborazione di tre signori imbottigliatori e selezionatori di malto. Si parla ovviamente del già citato Max Righi (Silver Seal), Diego Sandrin (Lion’s Whisky) e del tedesco Jens Drewitz (Sansibar Whisky): tre bei personaggioni che, come ci ha raccontato Max all’inizio della degustazione, si sono messi d’accordo per acquistare alcuni barilazzi superpiù! A differenza di Terence Hill, questi non barili non danno sganascioni ma promettono una libidine più godereccia di un buffet a un matrimonio indiano. In questa degustazione abbiamo sbevazzato ben 5 delle ultime uscite degli ALOS. E io, per condividere questa degustazione con voi, miei cari lettori immaginari, sono riuscito a riempire anche delle bottigliette di 4 whiskettini. Purtroppo mi son perso per strada uno stupendo Clynelish 1997-2018, vi dovrete accontentare degli altri quattro mostriciattoli qua… Continue reading “Una masterclass da Antichi Leoni (degli Spiriti)”

Inganess Bay 2000 (52.7%, MB, 2018)

Inganess Bay 2000 (52.7%, MB, 2018)

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NEW! English version HERE!

Maltbarn, la casa di imbottigliatori indipendenti del nord della Germania guidati da quel teutonico cavaliere senza macchia e con molto malto che è Martin Diekmann, ha recentemente imbottigliato questo diciottene whiskettino proveniente dalle Orcadi. Non conosciamo purtroppo la distilleria, ma sulle Orcadi ce ne sono solo due e questo qui non viene da Scapa, dicono. Distillato nel 2000 e imbottigliato dopo aver passato 18 anni in una botte ex-bourbon, porta il nome della grande baia di fronte all’aeroporto di Kirkwall. È un single cask di bella presenza che garantisce bevute prepotenti, ed è ascoltando queste invitanti promesse che in collaborazione col mio amico calabro-bavarese Francesco acquistai un po’ follemente questa bottiglia (e anche questa, giusto per completezza). Abbiam fatto un affare o una aborme vaccata moderata stupidaggine? Continue reading “Inganess Bay 2000 (52.7%, MB, 2018)”

Lochan Sholum 2003 (50.3%, MB, 2017)

Lochan Sholum 2003 (50.3%, MB, 2017)

P_20180504_114407_vHDR_Auto-01Qualche mese fa vi ho annoiato con una clamorosa intervista a Martin Diekmann, capo supremo e fondatore di Maltbarn. In concomitanza con l’intervistazza, ne approfittai per acquistare con un amico due bottiglie delle sue release dell’anno scorso. Una di queste è il misterioso, oscuro, tenebroso e un po’ losco Lochan Sholum 2003-2018, un whiskettino di Islay che ha passato 14 anni in una botte ex-sherry. Da quale distilleria viene? Be’, vi posso dire che viene dalla costa sud-orientale e inizia con la L. In particolare, è quella che non ama troppo avere il suo nome su bottiglie indipendenti… quindi forse forse la provenienza potete immaginarvela! Per sostenermi nella recensione di questo bell’imbottigliamento tedesco, ho chiamato il meno italiano degli attori italiani: abbiamo qui con noi la grande, poliedrica, multinazionale, fascinosa e poco toscana stella di Stanis La Rochelle!
Benvenuto Stanis, come ti senti?
Stanis: Che straordinario odore di whisky! Mi sento a casa! E vi invidio signori, sì! Voi artigiani che lavorate con mano e con occhio, con sapienza. Ed è per rispetto profondo della concretezza che trasuda da queste pareti che io mi sento di esprimere un mio umile pensiero: andatevene affanculo tutti! Appena posso la mollo questa intervista, sì! Sto scherzando! Sto scherzando! Sto in gran forma!

Cominciamo benissimo, vedo. Spero di essere all’altezza della professionalità e della scomodità del mio ospite odierno.
Stanis
Poi se sei in difficoltà, Seppia, mi guardi, eh? Io sono talmente vero in degustazione che porto con me questa specie di alone di credibilità che ti risucchia dentro.
Non sono così d’accordo che mi chiami “Seppia”, ma grazie in ogni caso del supporto.

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Un blind tasting coi Sopranos (Parte Seconda)

Un blind tasting coi Sopranos (Parte Seconda)

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“She said you’re one in a million, you’ve got to burn to shine. But you were born under a bad sign, with a blue moon in your eyes.”

Continuo imperterrito il mio blind tasting a casa della famiglia Soprano nonostante l’inizio non troppo brillante. Devo ammettere che la mia imbarazzante ipotesi sull’identità di Paulie dell’altra volta mi ha un po’ destabilizzato e ci ho messo un po’ prima di riprendere gli assaggi. Ho anche pensato di cercare una Dottoressa Melfi cui confidare i miei problemi, i miei attacchi di panico dovuti a questa miserabile performance… ma ho poi. Ho fatto questa degustazione mandando dopo ogni tentativo le mie note e le mie idee sulla vera identità del simpatico sample all’Orso, che così aveva tempo di deridermi in diretta. Oggi ci sono gli ultimi quattro personaggi in cerca di whisky, quelli probabilmente più cazzuti e poderosi… e quindi bando alle ciance, che l’FBI sta ascoltando!

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South Shore Islay 8 Y.O. (48.8%, V&M, 2016)

South Shore Islay 8 Y.O. (48.8%, V&M, 2016)

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South Islay Shore 8 Years Old: a sx la foto della bella bottiglia direttamente da whiskybase. E sullo sfondo Il Re di Ferro, di Maurice Druon: perché Filippo il Bello avrebbe tranquillamente bruciato un paio di Templari in più pur di potersi scolare cotanto whisky.

Quest’oggi metto finalmente le mie grinfie su uno degli imbottigliamenti prodotti da Davide Romano e Fabio Ermoli. Mi trovo infatti di fronte al South Shore Islay, un single malt di 8 anni di cui però non ci dicono la distilleria. Le mie potenti facoltà investigative (che fanno apparire Rustin Cohle un povero mentecatto a confronto) mi hanno permesso di restringere la ricerca della distilleria d’origine a quelle della costa sud di Islay. In particolare, come già raccontato da Ben Altri (ad esempio qui e qui), le più classiche voci di corridoio sussurrano che si tratta di una distilleria che inizia con la L. e che non può essere nominata se non in imbottigliamenti originali della distilleria. E dunque di chi si tratterà? A voi, miei immaginari e immaginifici lettori, l’ardua sentenza. Io intanto mi ingurgito questo gioiellino come Rust si beve le sue birre: sparando vaccate filosofeggianti. OK, visto che sono fissato con lui quest’oggi, ho deciso che me lo porterò dietro nella recensione. Completamente senza motivo.

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Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

Nel frattempo al whisky festival #2: Hanse Spirit 2017

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Ho vissuto ad Amburgo per quasi sei anni, è stata clamorosamente casa mia. Qui ho iniziato questo viaggio nella deficienza epatica che la mia passione per il whisky, e qui ogni tanto torno per motivi vari. Lo scorso weekend ci sono stato, tra le altre cose, anche per vedere “il più grande whisky festival del nord della Germania“. Che a dir la verità suona un po’ come “il più alto poliambulatorio del Canavese“, ma tant’è. In ogni caso, torniamo al festival: Hanse Spirit 2017. E dire che quando ero qui non ci ero mai stato! La location è quella solita delle fiere nella città anseatica: l’enorme Messhalle, un complesso che per qualche tempo aveva anche ospitato molti rifugiati siriani negli anni scorsi. Ma oggi ospita whisky! Tanti gli imbottigliatori indie presenti, e su di loro mi concentrerò nella mia visita in solitaria alla fiera. In solitaria? Sì, perché oggi non sono riuscito a trascinare nessuno dei miei amici a rinunciare a parte della loro salute per accompagnarmi  alla kermesse. Kermesse che costa 15 euro, prezzo più o meno in linea con quello di altri whisky festival.

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