Un blind tasting coi Sopranos (Parte Seconda)

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“She said you’re one in a million, you’ve got to burn to shine. But you were born under a bad sign, with a blue moon in your eyes.”

Continuo imperterrito il mio blind tasting a casa della famiglia Soprano nonostante l’inizio non troppo brillante. Devo ammettere che la mia imbarazzante ipotesi sull’identità di Paulie dell’altra volta mi ha un po’ destabilizzato e ci ho messo un po’ prima di riprendere gli assaggi. Ho anche pensato di cercare una Dottoressa Melfi cui confidare i miei problemi, i miei attacchi di panico dovuti a questa miserabile performance… ma ho poi. Ho fatto questa degustazione mandando dopo ogni tentativo le mie note e le mie idee sulla vera identità del simpatico sample all’Orso, che così aveva tempo di deridermi in diretta. Oggi ci sono gli ultimi quattro personaggi in cerca di whisky, quelli probabilmente più cazzuti e poderosi… e quindi bando alle ciance, che l’FBI sta ascoltando!

Tony: Highland Park 1988 (51.5%, CA, 2017) Copia di Darth
Allora, caro orsettino mio, questa è stata una carognata, che porca miseria già fatico con quelli normali, cosa mi metti i single cask (e in più i fondi di barile dei single cask)! Dai, lo perdoniamo che mi fa assaggiare una bontà del genere: è un Highland Park grasso come Tony Soprano, imbottigliato da Cadenhead dopo aver passato 29 anni (!!) in un barile ex-bourbon (refill). Questa boccia è stata presa direttamente nella warehouse di Cadenhead… che il mio amico sarà pure un orso, ma si tratta bene.

Naso: Tony sembra un bel pacioccone che ti intorta subito con vaniglia e caramello, ma se gli volti le spalle non ci pensa due volte a menarti manrovesci di alcol, schiaffoni di cera, testate di fieno, e persino (questo lo sento dopo aver saputo cos’era) gomitate di sale. Il tutto mentre vomita insulti oleosi, erbosi. Che naso. Aggiungo acqua e l’alcol ancora si fa sentire, di nuovo con della vaniglia. C’è di nuovo un lato di mele e qualcosa che mi ricorda lo zolfo (mmh, gatta ci cova, penso maldestramente). Di nuovo, a posteriori risniffandolo si sente anche del mare!
Palato: Urca, dolce, intensissimo, con un alcol prepotente. Mela, un amarognolo vago con un’erba che attanaglia a manetta. C’è ancora quel vago zolfo che sentivo prima. Con acqua sorprende con una dolcezza mielosa, un po’ come quando Tony si scopre sentimentale e melanconico. Urca, clamoroso: siamo a due gollate di distanza da un attacco di panico. Mela ancora, vaga arancia, amaro, fieno, erbe, sale. Pesante, espressivo, complesso e semplicemente molto buono. Qualcuno chiami la dottoressa Melfi che dopo sto whiskettino ho bisogno di andare in terapia!
Finale: La parte erbosa rimane fino alla fine, sostenuto e piuttosto lungo.
Giudizio: Che dire, ottimo, poderoso, prepotente, paradigmatico. Si becca uno stratosferico 93/100. Purtroppo introvabile ormai, ma anche se ce non n’era bisogno mi fa venire ancora più voglia di visitare la warehouse di Cadenhead. Tanta roba.
My guess: Ecco, ricominciamo con un’altra tronata colossale. Quello zolfo (o quello che pensavo fosse zolfo) mi aveva messo completamente fuori strada: Speyside, ex-bourbon, 52-55%, Mortlach, 25-27 anni. Riassaggiandolo dopo aver scoperto la sua vera identità mi è sembrato di sentire una parte salmastra che alla cieca non avrei probabilmente riconosciuto. Mancando (per me) completamente la torba, però, sinceramente Highland Park non l’avrei mai beccato.

Silvio: Speyside Region 1991 (50.6%, W-F, 2017) Copia di Darth
Allora, anche questo è un single cask: distillato nel 1991 e imbottigliato nel 2017 da Whisky-Fässle (quack quack), ed è di una non dichiarata distilleria dello Speyside. Silvio, il consigliere di Tony, ha un carattere più pacato del suo boss, ed è uno dei miei personaggi preferiti dell’intera serie. Sapendo che anche l’Orso adora le sue faccine adorabili, mi aspetto un whiskettone da sbarco. Maturato per 26 anni in un barile ex-sherry, porta ovviamente l’inconfondibile ed esteticamente molto discutibile Duck Label.

Naso: Uuuuh che sherry pesante e cupo, vecchio, prepotente. Ciliegie esasperate, frutti rossi come se piovesse. Lo sherry è preponderante, l’alcol è tamarro. E comunque ha dei capelli incredibili. Aggiungo acqua per capirci di più ed esplode ancora sullo sherry, speziato e insaziabile. Arancia, miele, erbe sorprendenti. Un naso da campione, sicuramente molto impegnativo. Altrettanto sicuramente, super interessante!
Palato: Molto dolce, molto intenso, ricco di alcol. Lo sherry non perdona, c’ha un amaro erboso assassino, molto solido e per certi versi tranquillo. Ciliegia, amarena,  qualcosa che mi ricorda anche un sugo di carne… Lo annacquo un poco e lo continuo a trovare molto pesante, sporco e oleoso. E soprattutto buono, molto buono! È un whisky affascinante ed eccessivo per molti versi, un po’ amaro e ricco di cioccolato fondente, con uva sultanina e spezie.
Finale: Lungo e tenebroso, anche qui ti attanaglia con un mix di frutti rossi e un amaro un po’ vago e sporco.
Giudizio: Be’, pure questo davvero spettacolare: 92/100, un altro gran colpo di Whisky-Fässle. La distilleria non ci è dato conoscerla ma a me puzza di Glenfaclas… in ogni caso, il prezzo, come per molte delle paperelle, non era banale. Ma nemmeno la qualità: Bada Bing!
My guess: Direi che l’ho beccato: Speyside, maturazione in botte ex-sherry, 50%, Glenfarclas, 25-27 anni. Non si sa se sia effettivamente un Glenfarclas, ma sicuramente è molto, molto buono.

Corrado: Caol Ila 1991 (46%, HB, 2007) Copia di Han
Uncle Jun, il vecchio e antipatico zio di Tony, il rancoroso pasticcione Uncle Jun, il capo nominale della famigliola malavitosa nella prima stagione. Sotto la sua scorza da senile bulletto di quartiere si nasconde un Caol Ila distillato nel 1991 e imbottigliato nel 2007 dagli Hart Brothers. Questa è una di 205 bottiglie, fa parte della serie Finest Collection e ha subito un invecchiamento di oltre 16 anni in un barile ex-bourbon.

Naso: Torba abbastanza intensa, con limone e un poco d’alcol che non mi fanno pensare a una gradazione esagerata. Così a naso non mi sembra vecchissimo, né infinitamente complesso. Il limone è forse un po’ surclassato dalla vaniglia che in qualche modo ne frena lo sviluppo smarmellandosi per bene. Crema pasticcera, molto marino e ricco di sfumature salmastre. Delicato anche, con dei sorprendenti lati pieni di banane e di malto.
Palato: La torba risponde sempre presente e insiste pedantemente a voler prendere il comando dell’insieme, facendo a spallate con sale, alghe, vaniglia, un limone deciso. Ancora torba, forse una vaga liquirizia, alcol. Dolce e cremoso, è un palato comunque pieno e, se non troppo complesso, sicuramente godurioso.
Finale: Rimane teso e pulito, con la classica combo di fumo torba e sale.
Giudizio: Decisamente buono pure Uncle Jun, anche se un paio di spanne sotto gli ultimi due: 82/100. Ad oggi costa decisamente troppo, ma è anche stato imbottigliato oltre dieci anni fa. Sinceramente non gli avrei dato 16 anni, e in generale non capisco bene l’idea di imbottigliarlo a 46%. Al di là di questi difettucci, è sicuramente un’ottima bevuta.
My guess: Ho beccato solo la regione, il grado alcolico e il tipo di barile. Il resto, tragicamente, è stato il classico fallimento: Islay, 8, 46%, ex-bourbon, Kilchoman. Non so perché ma quella liquirizia ,quella dolcezza mista al lato marino accanto a una non eccessiva complessità (oltre al fatto che è oggettivamente bbbono) mi aveva ricordato qualcosa tipo il Machir Bay… Lo so, lo so, a posteriori il limonazzo mi avrebbe dovuto indirizzare meglio.

Carmela: Ledaig 18 Y.O (46.3%, OB, 2007) Copia di Luke
E arriviamo all’ultimo sample di questa maratona: la tremenda, tremebonda, complessa e complicata Carmela. Carm è un personaggio che subisce una crescita continua nel corso della serie, e che sotto gli strati di trucco e parrucco rivela un Ledaig di 18 anni (batch numero 2), maturato in botti ex-bourbon e rifinito in botti ex-sherry.

Naso: Bah, c’è una torba che azzanna e che abusa malamente il mio naso peggio degli insulti urlati da Carm a Tony quando trovava il rossetto delle sue amanti sulle sue camice. Il fumo è pesante, forte, esasperato da odori marini e accanto sale una dolcezza clamorosa e fruttata, ricca anche di malto. Questa dolcezza non mitiga per niente la potenza del naso, ne aggiunge solamente strati ulteriori. Aggiungo acqua e il fumo se possibile diventa ancora più pungente, completato da muschio bagnato, pietra, roba minerale, onnipresente frutta secca.
Palato: Qui l’alcol si slega un poco e si sente molto. Fumo poderoso, uno sherry forse meno deciso… La torba assale il mio palato e accanto al sale, mi dà schiaffoni ricchi di alghe e roba marcia. Allappa vagamente, e con acqua il fumo di torba mi urla di smettere di lamentarmi e di accettare i blood money di Tony. Ci sono moti di ribellione ed emancipazione guidati dalle prugne e appoggiati da una vaga lavanda. Poi ancora liquirizia, arancia. Un po’ bestiale, ma ottimo.
Finale: Abbastanza breve, ma c’è un bel fumo legato a delle fragole clamorose che si perdono nei meandri della violenza e della disperazione.
Giudizio: Be’, ignorante come pochi, un po’ trash, abusa malamente di narici e palato. Ergo, lo adoro: 88/100. Non costa nemmeno uno sproposito per un diciottenne OB, ma sicuramente non è economico. In ogni caso, se ero già un fan di Ledaig prima, questo diciottenne non fa che confermare le mie precedenti sensazioni.
My guess: Ho nuovamente beccato solo la maturazione, il resto nisba: Islay, 12 anni, 53%, ex-bourbon con rifinitura ex-sherry, Lagavulin. Avrei dovuto riconoscergli una complessità maggiore, ma mi ricordava un poco per virulenza e beverinità i Classic of Islay di Jack Wieber… Be’, ho cannato ancora una volta, che ci vuoi fare.

Morale della favola: Allora, nonostante le sbandate clamorose (su tutte brucia la boiata sullo Springbank) mi sembra sia andata un po’ meglio dell’ultima volta, che stavolta ho riconosciuto quasi sempre almeno il tipo di invecchiamento e ne ho persino beccati due (la papera la conto come giusta, dai). Certo, direte voi, nel mucchio un paio li becca pure la mi’ nonna… e io sono d’accordissimo. Comunque è sempre molto interessante fare queste esperienze di tanto in tanto, anche se rischiano di essere mazzate alla propria autostima da blogger whiskettaro!

 

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